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“Senza una riduzione immediata e profonda delle emissioni di Co2 in tutti i settori, limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi è impossibile”. E’ quanto concluso dagli scienziati dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, nell’ultimo rapporto diffuso oggi. “L’evidenza è chiara: il momento dell’azione è adesso. Possiamo dimezzare le emissioni entro il 2030 e abbiamo opportunità in tutti i campi, dalle città all’industria, all’agricoltura”. “Abbiamo gli strumenti e il know-how necessari per limitare il riscaldamento globale”, ha detto il presidente dell’Ipcc Hoesung Lee.

Priyadarshi Shukla, copresidente del Gruppo di lavoro III dell’Ipcc, che si occupa di mitigazione del cambiamento climatico, ha spiegato che “avere le giuste politiche, infrastrutture e tecnologie in atto per consentire cambiamenti ai nostri stili di vita e comportamenti può portare una riduzione del 40-70% delle emissioni di gas serra entro il 2050 e migliorare la nostra salute e il nostro benessere”. Shukla ha aggiunto che “la limitazione del riscaldamento globale richiederà importanti transizioni nel settore energetico, con riduzione dei combustibili fossili e più fonti alternative, elettrificazione diffusa, più efficienza energetica”.

Shukla ha inoltre detto che “il prodotto interno lordo globale sarebbe solo di pochi punti percentuali inferiore nel 2050 se intraprendessimo le azioni necessarie per limitare il riscaldamento a 2 gradi o meno, rispetto al mantenimento delle politiche attuali”. Gli esperti dell’Onu sui cambiamenti climatici affermano che “c’è sufficiente capitale globale e liquidità per colmare i vuoti di investimento” utili contro il global warming anche se “i flussi finanziari sono da tre a sei volte inferiori ai livelli necessari entro il 2030 per limitare il riscaldamento al di sotto dei 2 gradi centigradi”.

Perché il riscaldamento globale possa essere limitato a 1,5 gradi, il picco delle emissioni globali di gas serra dovrebbe arrivare non più tardi del 2025 e le emissioni dovrebbero essere ridotte del 43% entro il 2030.  Anche il metano dovrebbe essere ridotto di circa un terzo. “Anche se faremo questo”, hanno spiegato gli scienziati dell’Ipcc, “è quasi inevitabile che supereremo temporaneamente questa soglia di temperatura ma potremo tornare al di sotto di essa entro la fine del secolo”. Secondo gli esperti dell’Onu,  la temperatura globale si stabilizzerà quando le emissioni di Co2 raggiungeranno lo zero netto.

Il rapporto dell’Ipcc “mostra che mentre alcuni settori si stanno muovendo nella giusta direzione, il cambiamento climatico si sta muovendo più velocemente di noi. Non possiamo più consentire l’inquinamento dei combustibili fossili che stanno distruggendo il nostro clima e il mondo naturale da cui tutti dipendiamo” ha commentato Stephen Cornelius capo delegazione Wwf che ha seguito i negoziati. Kaisa Kosonen di Greenpeace Nordic ha osservato che “il gioco è finito per i combustibili fossili che stanno alimentando sia le guerre che il caos climatico” e “gli impianti a carbone e gas devono chiudere presto”. “Mentre i nostri leader hanno affermato che stanno facendo del loro meglio sul clima, gli scienziati hanno appena dimostrato che non è vero”, ha continuato Kosonen: “C’è un sacco di potenziale per fare di più adesso, con enormi vantaggi. Tuttavia, il denaro continua a fluire verso i problemi anziché verso le soluzioni  e questa situazione cambierà solo con politiche in linea con il limite di riscaldamento dell’accordo di Parigi. Sia le minacce che le opportunità sono più grandi che mai”.

Secondo Nikki Reisch, direttore del Climate & Energy Program, Center for International Environmental Law (CIEL), “affidarsi a tecnologie speculative per fornire riduzioni o rimozioni delle emissioni in futuro, dopo che l’aumento della temperatura avrà superato 1,5 gradi costerà vite e infliggerà ulteriori danni irreversibili”.  “Come l’invasione di Putin alimentata dai combustibili fossili e la conseguente crisi energetica guidata dal profitto, i risultati dell’Ipcc non fanno che rafforzare l’idea che liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili è fondamentale per il clima globale, per la pace globale e per la stabilità economica”, ha affermato Reisch. 



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