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(ANSA) – NAPOLI, 04 APR – “Putin è un terrorista”. È questa
la scritta su un cartone che Sophia, 17enne ucraina di Leopoli,
mostra davanti al Teatro San Carlo di Napoli. È una profuga da
tre settimane e manifesta contro lo spettacolo di raccolta fondi
che tra poco vedrà insieme ballerini di Ucraina e Russia,
pronti a esibirsi insieme e abbracciarsi alla fine sul palco.
   
Uno spettacolo che ha causato tensioni e polemiche nella ampia
comunità ucraina a Napoli, che stasera sta manifestando, al
momento con trenta persone davanti al teatro che indossano i
colori della bandiera di Kiev e cantano il loro inno nazionale.
   
“Sono andata via con mia madre – spiega Sophia – mentre mio
padre sta combattendo. Ho amici in tutta l’Ucraina, molti sono
scappati come me ma vogliamo tornare a studiare nelle nostre
città. Stasera protestiamo contro Putin e diciamo agli artisti
che ora non si può stare sullo stesso palcoscenico con i russi”.
   
A protestare molte donne ucraine che vivono da tempo in Italia,
come Larisa che è da 20 anni a Napoli e ha un figlio disabile
che studia in città: “Gli artisti ora – dice – non fanno pace in
scena, i russi devono andare da Putin e convincerlo a smettere
l’attacco, non abbracciare gli ucraini. Non possono far vedere
al mondo che tutto va bene tra ucraini e russi”.
   
Oksana vive a Napoli da 12 anni e sottolinea: “Artisti e
sportivi devono andare in Russia a dire a Putin basta, perché
l’Ucraina vuole vivere, non vuole abbracci in scena” (ANSA).
   

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