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Antonio Socci

Il Papa, a Malta, torna sul conflitto in Ucraina e sottolinea che, pur essendo scoppiato il 24 febbraio, «è stato alimentato negli anni. Sì la guerra si è preparata da tempo con grandi investimenti e commerci di armi». Per questo Francesco oggi esorta a non preparare altre guerre e chiede che «gli ingenti fondi che continuano a essere destinati agli armamenti siano convertiti allo sviluppo, alla salute e alla nutrizione». Non di armi, ma «di compassione e cura abbiamo bisogno, non di visioni ideologiche e di populismi che si nutrono di parole di odio e non hanno a cuore la vita concreta del popolo, della gente comune».

Il timore del Pontefice, in queste settimane, è il protrarsi e l’allargamento della guerra Russia/Ucraina, che può diventare un conflitto mondiale e può portare pure all’uso di armi atomiche (come è stato prospettato dai leader russi e americani). Perciò il 25 marzo il Papa ha voluto fare la solenne Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria con questa implorazione: «Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare». La Consacrazione è stata un’esplicita adesione del Pontefice alla richiesta fatta dalla Madonna a Fatima il 13 luglio 1917. In quell’apparizione la Vergine dette ai tre pastorelli il famoso Segreto, la cui terza parte era una visione incentrata sul Santo Padre che, prima di arrivare a una grande croce, «attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino». In cima al monte, «ai piedi della grande Croce, venne ucciso» insieme ad «altri vescovi, sacerdoti» e fedeli.

 

 

L’INTERPRETAZIONE
La città in rovina con i morti per strada sembra la scena devastata di una guerra. Ma quale? Quando questa terza parte del Segreto, su cui per decenni si era favoleggiato, fu rivelata – per volere di Giovanni Paolo II, nel giugno del 2000 – fu proposta un’interpretazione simbolica: la visione rappresentava il calvario del Novecento, funestato da totalitarismi, guerre, genocidi, da persecuzioni e martirio dei cristiani (con un Papa che per poco non è stato ucciso). Ma se il Terzo segreto riguardava solo la visione profetica dell’attentato al papa e delle guerre già avvenute del Novecento, perché, nel 1984 (tre anni dopo l’attentato), l’allora cardinal Ratzinger spiegò che non si rivelava ancora il Segreto «per evitare il sensazionalismo»? Il testo reso noto nel 2000 non sembra giustificare questa preoccupazione. E fu lo stesso Benedetto XVI, a Fatima nel 2010, a smentire chi sosteneva che quanto preannunciato dal Terzo segreto appartenesse ormai al secolo passato: «Si illuderebbe», disse papa Ratzinger, «chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Qui rivive quel disegno di Dio che interpella l’umanità sin dai suoi primordi: “Dov’ è Abele, tuo fratello? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!”. L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce a interromperlo».

Così si sono riaperte le domande su quale sia la spiegazione di quella visione di devastazione bellica. Ci sono “dettagli” che fanno ipotizzare l’esistenza di una parte del Terzo segreto che non è stata rivelata. Si tratterebbe della parte contenente le parole con cui la Madonna stessa spiega quella visione (come poco prima aveva spiegato ai pastorelli la visione dell’inferno). Fra l’altro suor Lucia, l’8 dicembre 1941, illustrando di nuovo la seconda parte del Segreto, aveva aggiunto una frase virgolettata della Vergine- «In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede ecc.» – in cui l’eccetera alludeva al seguito del discorso, che però poi nella terza parte del Segreto – rivelata nel 2000 – non c’è. Non ci sono parole della Madonna. Nel mio libro Il quarto segreto di Fatima ho elencato gli elementi che fanno ipotizzare l’esistenza di una parte mancante del Terzo Segreto. Sono ipotesi, naturalmente. Ma significativa appare l’intervista di suor Lucia a padre Agostino Fuentes (postulatore della causa di beatificazione degli altri pastorelli) dove, nel 1957, dichiarava: «la Santissima Vergine ci ha detto che molte nazioni scompariranno dalla faccia della terra. Ella ha detto che la Russia sarà lo strumento scelto da Dio per punire il mondo intero, se prima non otterremo la conversione di quella disgraziata nazione».

 

 

LA PURIFICAZIONE
Nel corso degli anni sui giornali sono uscite molte ipotesi “apocalittiche”. Ma è passata inosservata la recentissima pubblicazione ufficiale della biografia di suor Lucia curata dalla sue consorelle di Coimbra. Il libro attinge agli scritti inediti della veggente. Suor Lucia racconta fra l’altro come la Madonna l’aiutò a superare la difficoltà che aveva nello scrivere il “terzo segreto” richiesto dall’autorità ecclesiastica. Lo fa nella pagina di diario del 3 gennaio 1944. Alle 16 la religiosa va nella cappella, lì viene confortata dalla Madonna e ha questa visione: «ho sentito lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui ho visto e udito: la punta della lancia come fiamma che si allunga fino a toccare l’asse della terra ed essa trema: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti sono sepolti. Il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, traboccano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso. L’odio e l’ambizione provocano la guerra distruttrice». L’allora card. Ratzinger spiegò che gli avvertimenti profetici di Fatima sono dati per scongiurare quei pericoli incombenti: la Consacrazione del 25 marzo scorso aveva questo scopo. Suor Lucia aggiungeva sul Diario: «Dopo ho sentito nel mio spirito una voce soave che diceva: ‘Nel tempo una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, santa, cattolica, apostolica. Nell’eternità il Cielo!’». Può essere questa la «conversione della Russia» chiesta dalla Madonna, il ritorno della Chiesa orientale all’unità con Roma?

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