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Il leader di Forza Italia interviene sul conflitto in corso in Ucraina. “Abbiamo un duplice dovere – dice Silvio Berlusconi – lavorare per la pace e fare la nostra parte con l’Alleanza atlantica, con l’Occidente e l’Europa per porre fine a una aggressione militare inaccettabile”. Il Cavaliere è intervenuto con una telefonata al congresso costituente del nuovo soggetto politico (“Verde è popolare”) che nasce dalla fusione della Dc di Gianfranco Rotondi con alcuni movimenti ambientalisti.

“Sosteniamo il governo Draghi anche per fronteggiare i disastrosi effetti della crisi ucraina sul mercato dell’energia e delle materie prime”, ha proseguito Berlusconi, chiarendo che “il centrodestra è la nostra casa naturale”.

A stretto giro di posta Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, polemizza con il Cavaliere: “Vedo che Berlusconi considera l’invasione russa dell’Ucraina inaccettabile. Meno male. Berlusconi continua però ancora una volta a non nominare Putin. Chissà perché, forse è l’imbarazzo per averci fatto scampagnate, e pure quegli accordi per il gas di cui vediamo in questi giorni le conseguenze”.

In questo difficilissimo frangente della storia Fratoianni sembra dimenticare una cosa essenziale: decidere in modo netto e chiaro da che parte stare e schierarsi senza se e senza ma. Berlusconi lo ha fatto. Lui pure, ma solo a parole.

“Berlusconi ha fatto tutto quello che poteva per fare cessare la guerra e non ci sono tentennamenti con la partecipazione alla Nato e all’Occidente”, ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, su Rainews, rispondendo alla domanda sul perché non abbia mai preso pubblicamente le distanze da Putin.



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