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Sull’agenzia di stampa russa Ria Novosti è uscito un agghiacciante articolo “Quello che la Russia dovrebbe fare con l’Ucraina“, dell’esperto Timofei Sergeitsev. Un pezzo che ha destato scalpore tra i lettori internazionali. La retorica usata, commenta Francis Scarr della Bbc che ha postato sul suo profilo Twitter i punti più rilevanti dell’articolo, è “davvero orribile, anche per gli standard di ciò che sono abituato a vedere dai media pro-Cremlino”. 

 

 

Ma vediamo cosa c’è scritto: “Una ulteriore de-nazificazione di questa massa di popolazione consiste nella rieducazione, che si realizza attraverso la repressione ideologica (soppressione) degli atteggiamenti nazisti e una severa censura: non solo nell’ambito politico, ma anche necessariamente nell’ambito della cultura e dell’istruzione. Fu attraverso la cultura e l’educazione che si preparò e si realizzò una profonda nazificazione di massa della popolazione, assicurata dalla promessa dei dividendi della vittoria del regime nazista sulla Russia, propaganda nazista, violenza interna e terrore, oltre a una guerra durata otto anni con il popolo del Donbass che si ribellò al nazismo ucraino”.  

 

E ancora, si legge: “La de-nazificazione è un insieme di misure rivolte alla massa nazificata della popolazione, che tecnicamente non può essere soggetta a punizioni dirette come criminali di guerra”. Quindi, “la giusta punizione per questa parte della popolazione è possibile solo come sopportazione delle inevitabili fatiche di una guerra giusta contro il sistema nazista”. Della serie, “gli ucraini sono tutti nazisti, purtroppo se sono civili non si possono ammazzare ma si meritano tutto quello che sta succedendo”.

 

“De-nazificazione è inevitabilmente anche de-ucrainizzazione – un rifiuto dell’inflazione artificiale su larga scala dell’elemento etnico di auto-identificazione della popolazione dei territori della storica Malorossiya e Novorossiya iniziata dalle autorità sovietiche”. Infine: “A differenza, diciamo, della Georgia o dei Paesi baltici, l’Ucraina, come la storia ha dimostrato, non è praticabile come stato nazionale e tenta di ‘costruirne’ uno che porti logicamente al nazismo”.

 



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Di admin