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Considerando il +2,3% di crescita acquisita per “l’ottimo rimbalzo dell’anno scorso” l’Italia “entrerebbe così in una recessione tecnica seppur di dimensioni limitate”. Il ritorno a livelli pre-Covid “slitta dal secondo trimestre di quest’anno al primo del prossimo”. Nello scenario di previsione “nella prima metà del 2022, quando si dispiegheranno pienamente gli effetti negativi della guerra, l’economia italiana” entrerebbe “in una ‘recessione tecnica’ con un calo di -0,2% e di -0,5% nei primi due trimestri”. La previsione per il 2023 è per una crescita del Pil del +1,6% dopo una previsione di crescita del 2022 vista in calo al +1,9%.

 

“Caro-energia insostenibile: costo per imprese italiane 68 miliardi in più” –

“I rincari di petrolio, gas, carbone, stanno facendo crescere i costi delle imprese”, torna ad avvertire Confindustria, con il Centro Studi di via dell’Astronomia che stima “

una crescita della bolletta energetica italiana di 5,7 miliardi

su base mensile, ovvero in un maggior onere di

68 miliardi su base annua

“. “Le imprese hanno finora in gran parte assorbito nei propri margini, fino ad annullarli in alcuni casi, questi aumenti dei costi” ma l’impatto “non è sostenibile. Per questo diverse imprese stanno riducendo o fermando la produzione, o prevedono di farlo nei prossimi mesi”.

 

Bonomi: “Stime su Pil numeri che spaventano” –

 I numeri del rapporto “danno concretezza – aggiunge Bonomi – a un allarme crescente, e purtroppo inascoltato, che Confindustria ha iniziato a lanciare già prima della guerra, quando già si vedeva un rallentamento”.

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