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La Russia cambia strategia. Come ha confermato ieri il consigliere presidenziale ucraino, Mykhaïlo Podoliak, le forze di Mosca stanno operando una “ritirata rapida” dalle regioni di Kiev e Chernihiv, nel nord dell’Ucraina, con l’obiettivo di “rivolgersi verso l’est e il sud” del Paese. Secondo gli ucraini la regione della capitale è stata completamente liberata dai militari russi. Le forze di Kiev hanno ripreso il controllo dell’aeroporto di Hostomel, completamente distrutto, che era stato il primo obiettivo dei russi e dove il giorno dell’invasione si era consumata una durissima battaglia tra l’esercito invasore e quello di Kiev. Alcune città, come Brovary e Bucha, sono state riconquiste dalle forze ucraine. Secondo funzionari statunitensi citati dalla Cnn, il presidente russo è sotto pressione: per questo avrebbe maturato l’idea che la guerra non può durare ancora a lungo. L’obiettivo sarebbe quello di far cessare le ostilità prima del 9 maggio, giorno della cosiddetta “Giornata della Vittoria”, l’anniversario della vittoria sulla Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale.

L’indiscrezione non è nuova, ma sarebbe stata confermata – racconta una fonte della Cnn – da un’intercettazione dell’intelligence statunitense. Per arrivare a una rapida vittoria Mosca potrebbe puntare essenzialmente alla conquista definitiva del Donbass, pretendendo allo stesso tempo il riconoscimento della Crimea. Non tutti però sono così ottimisti. Un funzionario della Difesa europea è scettico su questa possibilità: Putin, ha spiegato, “terrà una parata per la vittoria il 9 maggio indipendentemente” dalla situazione sul campo di battaglia o dall’esito “dei colloqui di pace”.

I tre possibili obiettivi di Putin

L’obiettivo minimo del leader russo è ovviamente annettere al proprio territorio le due repubbliche separatiste del Donbass che del resto Mosca ha già formalmente riconosciuto ancor prima di iniziare l’offensiva. Ma le mire di Putin potrebbero allargarsi anche a Mariupol e al fazzoletto di terra che separa la città alla Crimea così da chiudere l’accesso al mar d’Azov.

Cartina Ucraina-2

Per farlo i russi stanno tendando una manovra di accerchiamento delle forze ucraine in Donbass avanzando dalla direzione di Kharkiv a nord e Mariupol a sud. Il vero sogno di Putin sarebbe però quello di conquistare tutto il Sud dell’Ucraina, vale a dire la così detta Novorossiya: si tratta di un’ampia area di territorio ucraino che nell’idea di Mosca va dalla Transistria, la regione indipendentista della Moldova già controllata dai militari russi, alla zona più a est del Paese al confine con la Federazione russa.

Novorossya 2-2

Del resto nell’idea di Putin (lo ha detto già nel 2014) le zone di Kharkiv, Luhansk, Donetsk, Kherson, Mykolaiv e Odessa farebbero parte proprio della Novorossiya. Per questo oltre al Donbass Mosca guarda anche alla fascia di territorio dell’oblast di Odessa, incuneata fra il Mar Nero, la Romania e la Moldova. Proprio nelle ultime ore un attacco è stato sferrato via cielo contro Odessa dove è stato colpito anche un deposito di carburante. Solo una manovra “diversiva” o invece un tentativo concreto di portare la guerra anche a Ovest dopo aver abbandonato il Nord? A Kiev non hanno dubbi tanto che in un discorso tenuto nella notte, Zelensky si è detto convinto che i russi vogliano “prendere sia il Donbass che il sud dell’Ucraina”.

Perché le forze russe stanno incontrando difficoltà ad avanzare 

Se il piano di Mosca fosse questo, portarlo a termine non sarebbe una passeggiata. Secondo il ministero della Difesa britannico la situazione sul campo non è così favorevole all’esercito invasore. “Nonostante i continui sforzi russi per ridurre la capacità di difesa aerea ucraina”, si legge in un rapporto, “gli aerei russi sono ancora vulnerabili ai sistemi di difesa aerea a corto e medio raggio” dell’esercito di Kiev. L’incapacità dell’esercito russo di “distruggere i sistemi di difesa aerea”, spiegano ancora dal ministero della Difesa di Londra, “ha seriamente ostacolato i loro sforzi per ottenere un ampio controllo del cielo, che a sua volta ha influito in modo significativo sulla loro capacità di supportare l’avanzata delle loro forze di terra su numerosi fronti”.

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