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Li chiamano droni kamikaze per la capacità di distruggere un carro armato abbattendosi su di esso. Nel pacchetto armi da 300 milioni di dollari che gli Stati Uniti hanno stanziato in favore dell’Ucraina, ci sono anche dieci dei più recenti droni Switchblade. Più potenti di quelli precedentemente annunciati. Pesano poco più di 20 chilogrammi, possono volare per 40 chilometri e indugiare sopra un bersaglio per 40 minuti prima di schiantarsi su di esso a 180 chilometri all’ora ed esplodere, usando speciali testate perforanti che possono distruggere un carro armato.  

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Venerdì scorso il Pentagono ha annunciato il budget stanziato per l’Ucraina, che comprendeva l’acquisto di 100 droni Switchblade-300 (la serie meno potente), acquistati direttamente dal produttore AeroVironment. Questo tipo di armi da attacco sono state usate per la prima volta dall’esercito degli Stati Uniti in Afghanistan, nel 2010 contro i talebani. Il modello più avanzato è stato costruito una volta appurata la necessita di droni capaci di abbattere con efficacia i nuovi tank più corazzati. A completare il quadro c’è anche la questione costi. Uno Switchblade-300 “solo” 6.000 dollari, contro i 150.000 di un singolo missile Hellfire sparato da un drone Predator o Reaper convenzionale.

Questo tipo di armi sono trasportabili con uno zaino. Un operatore da terra lancia il drone da un tubo e lo indirizza verso il suo obiettivo grazie a un sistema di pilotaggio che gli consente di seguirlo a distanza. Volodymyr Zelensky non è riuscito a ottenere una no-fly zone, ma la Nato sta provando a fare la sua parte fornendo al suo esercito le armi più sofisticate. La Russia, consapevole dei rischi, ha già fatto sapere che i convogli occidentali saranno obiettivi da abbattere. Un’ulteriore escalation del conflitto potrebbe essere dietro l’angolo.

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