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Pechino: “Gli Usa revochino le sanzioni per risolvere la crisi”

Gli Usa devono dimostrare il loro impegno per la soluzione della crisi in Ucraina revocando le sanzioni imposte alla Russia: è la posizione della Cina espressa dal portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian. “Se gli Stati Uniti sono interessati con sincerità a risolvere la crisi in Ucraina, dovrebbero smettere di sventolare il bastone delle sanzioni“, ha sottolineato Zhao nel briefing quotidiano. “Gli Stati Uniti traggono profitto dal caos e le sanzioni non riporteranno pace e sicurezza”, ha concluso. 


Russia paga in rubli cedola eurobond da 594 milioni

La Russia ha pagato in rubli una cedola da 594,82 milioni di euro di un eurobond. Lo scrive l’agenzia Bloomberg riportando una nota del ministero delle Finanze di Mosca, in cui è spiegato che le banche estere hanno rifiutato il pagamento in dollari e che pertanto l’obbligazione finanziaria è stata “completamente rispettata”.


Peskov: “Ritiro truppe da Kiev? Gesto di buona volontà per i negoziati”

“Abbiamo deciso di fare un passo come gesto di buona volontà per creare condizioni favorevoli per i negoziati”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda della tv francese sull’allontanamento delle truppe di Mosca dalla zona di Kiev.


Peskov: “Immagini Bucha frutto di falsificazione pianificata”

“Insistiamo fortemente sul fatto che il filmato che è stato mostrato e le fotografie” di cadaveri scattate a Bucha dopo il ritiro delle truppe russe “sono il risultato di una falsificazione pianificata“. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista alla tv francese.


Governatore Donetsk: “Bombe russe su centro distribuzione aiuti, due morti”

Almeno due persone sono morte in bombardamenti russi su un centro per la distribuzione di aiuti umanitari nella regione di Donetsk, nell’est dell’Ucraina. Lo riferisce il governatore locale Pavlo Kyrylenko, comunicando che almeno cinque persone sono rimaste ferite.


Zelensky al parlamento irlandese: “Spingere su Ue per sanzioni più rigide”

In collegamento video con il Parlamento irlandese, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto al governo di Dublino di mostrare “più leadership nella coalizione contro la guerra” e di convincere l’Unione Europea a introdurre sanzioni più rigide “che farebbero davvero in modo che la macchina da guerra russa si fermi. Dobbiamo porre fine al commercio con la Russia. Dobbiamo tagliare i legami delle banche russe con il sistema globale, tagliare le fonti del loro reddito dal loro petrolio che usano per le loro armi e le uccisioni”, ha affermato.


Cina: “Patto Usa-Uk-Australia su missili ipersonici crea rischio proliferazione nucleare”

Usando la scusa della crisi in Ucraina e del mantenimento della sicurezza dell’Asia-Pacifico, Usa, Gran Bretagna e Australia “si alleano sulle armi ipersoniche, aumentando il rischio di proliferazione nucleare e intensificando la corsa agli armamenti su cui le nazioni asiatiche dovrebbero rimanere” vigili. È il commento del portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, all’indomani dell’iniziativa annunciata dai tre Paesi sullo sviluppo congiunto di missili ipersonici – di cui sarebbero dotati Cina e Russia – nell’ambito dell’alleanza militare nota come Aukus.


Kuleba: “Bene nuove sanzioni Ue, ma serve embargo su gas”

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha espresso apprezzamento per il quinto pacchetto di sanzioni dell’Ue, ricordando su Twitter lo stop al carbone russo, alle navi che accedono ai porti dell’Unione europea e agli operatori del trasporto su strada. “Ma ci vorrà un embargo sul gas e sul petrolio e un de-Swift di tutte le banche russe per fermare Putin. Tempi difficili richiedono decisioni difficili”, scrive.


Financial Times: patron Sberbank e “re dell’alluminio” Deripaska nuovi obiettivi sanzioni Ue

L’Unione europea discuterà oggi l’inserimento nella lista degli oligarchi colpiti dalle sanzioni di Herman Gref, il numero uno della maggiore banca russa Sberbank, e del “re dell’alluminio” Oleg Deripaska. Lo riferisce in esclusiva il Financial Times. Secondo il quotidiano finanziario della City le nuove sanzioni colpiranno anche Alexander Shulgin, numero uno della piattaforma di e-commerce Ozon, Boris Rotenberg, uno degli imprenditori più vicini a Vladimir Putin, e Said Kerimov, l’uomo che controlla le miniere d’oro Polyus. La bozza della nuova lista contiene anche i nomi di due delle figlie di Putin, Ekaterina Tikhonova e Maria Vorontsova, i cui asset saranno congelati e alle quali verrà impedito l’accesso nei Paesi Ue.


Borrell: “Non c’è alternativa alla Nato per la difesa d’Europa, ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte”

“Siamo stati abituati a vivere sotto l’ombrello protettivo degli Stati Uniti e lo status di membri della Nato è stato sufficiente per risolvere i nostri problemi. Non c’è alternativa alla Nato per la difesa territoriale dell’Europa. Diciamolo molto chiaramente. Tuttavia, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e dobbiamo anche fare la nostra parte. Dobbiamo porre fine in una certa misura alla mancanza di responsabilità di noi europei in materia di difesa e sicurezza, sarebbe un grave errore”. Lo ha affermato l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo. “Abbiamo una bussola strategica che è stata adottata al fine di aumentare le nostre capacità in questo campo perché questa crisi ha evidenziato le nostre carenze nel campo della difesa e della sicurezza”, ha spiegato.



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