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Nonostante nel derby d’Italia avessi predetto la vittoria dell’Inter, devo ammettere che la Juventus non solo non avrebbe dovuto perdere, ma anzi avrebbe meritato i tre punti e la blindatura del quarto posto. Probabilmente riuscirà ad arrivare in Champions in ogni modo (il calendario è favorevole), ma essere battuta allo Stadium dai rivali più feroci e su un calcio di rigore tirato due volte, lascerà qualche scoria difficile da smaltire.

Chiariamo subito: il rigore per l’Inter (pestone di Morata a Dumfries) c’era e Irrati avrebbe dovuto accorgersene senza l’aiuto del Var (Mazzoleni), come non avrebbe dovuto fischiare un’inesistente irregolarità di Calhanoglu (autore del tiro respinto da Szczesny) su Danilo e De Ligt. Anzi, pure ad occhio nudo, era opportuno vedesse che proprio De Ligt era entrato in area ben prima della battuta del turco. Per fortuna dell’Inter e, anche della regolarità della partita, Mazzoleni è intervenuto un’altra volta intimando a Irrati la ripetizione del rigore. A tirare è andato ancora Calhanoglu che ha calciato sempre alla destra di Szczesny, ma angolando molto di più il tiro.

Tutto questo è accaduto tra il 45’ e il 50’ del primo tempo, tra proteste furibonde (Allegri che ha fatto volare il cappotto come nella famosa partita di Carpi di qualche anno fa), giocatori disorientati e un arbitro completamente in balìa di un collega, Mazzoleni appunto, in diretta da Lissone, in provincia di Monza, dove il Var ha il suo palazzo centralizzato.

Irrati, che ha concluso il primo tempo solo al 54’25”, ha dimostrato di essere completamente inadeguato per tutta una serie di decisioni prese e omesse. Tra queste due mancati rossi a Rabiot e Lautaro nei primi 25 minuti (erano entrambi ammoniti e avrebbero meritato il secondo giallo) e un rigore a beneficio della Juventus che Irrati non ha visto, fischiando solo una punizione da fuori area per lo spintone di Bastoni su Zakaria. Anche in questo caso (eravamo all’inizio della ripresa) Mazzoleni ha fatto interrompere il gioco e, prima di confermare la punizione, ha guardato e riguardato se il fallo fosse dentro o fuori dell’area. Pur tra molti dubbi, ribaditi anche dagli esperti arbitrali, ha deciso che Bastoni fosse intervenuto fuori e l’Inter si è salvata.

Non è stata l’unica volta che la sorte o il caso ha indossato la maglia nerazzurra. Non erano passati nemmeno otto minuti che un cross di Cuadrado è stato respinto male, con i pugni, da Handanovic: la palla si è impennata ed è ricaduta in mezzo all’area del portiere dove Chiellini ha provato a spingerla dentro in qualche modo. Forse l’ha toccata con un ginocchio, forse non l’ha toccata per niente, fatto sta che la palla è finita contro la traversa schizzando poi in campo. A venti minuti dalla fine, invece, è stato Zakaria, subentrato al 34’ a Locatelli, colpito da una scarpata in faccia di Lautaro (prima ammonizione), a inventarsi una percussione centrale, impreziosita da un paio di dribbling e conclusa con un destro fulminante, deviato da Handanovic sul palo alla sua destra.

Massimiliano Allegri, cui la gran parte della critica (me compreso) dà la patente del difensivista, ha sorpreso tutti schierando la Juve con il 4-2-3-1 e mettendo in campo contemporaneamente Vlahovic punta centrale, supportato da Cuadrado, Dybala e Morata. Che poi, in fase difensiva, si sacrificassero dietro la linea della palla proprio il colombiano e lo spagnolo, confermava quanto i bianconeri stessero giocando da squadra e non sperando nel colpo del singolo.

C’è da dire che, visto come è andata la partita, Allegri è stato beffato da un avversario più italianista di lui. Ovvero Simone Inzaghi il quale, oltre a non cambiare mai rispetto al suo 3-5-2 (solo D’Ambrosio al posto di De Vrij), si è messo dietro, ha aspettato il momento per qualche contropiede e ha vinto la partita solo grazie ad un rigore procurato molto occasionalmente da Dumfries e per la dabbenaggine di Morata.

Certo, l’Inter ha vinto come molte volte ha fatto la Juve, un gol e tutti in difesa. Ma se questo fa rientrare la squadra di Inzaghi nel terzetto di vertice, non può far pensare che sia proprio l’Inter a vincere lo scudetto, nonostante abbia una partita da recuperare. Il Napoli, il mio favorito, gioca tre volte meglio. Il Milan, se questa sera non sbaglia con il Bologna, resterà comunque in testa da solo, consolato da una crescita che lo ha fatto diventare consapevole, mentre i giocatori di Inzaghi sono in piena involuzione.

Detto che per oltre sessanta minuti sarebbe dovuta essere una partita dieci contro dieci, la Juve l’ha fatta e l’Inter l’ha guardata. E se, naturalmente solo da calcio d’angolo, Skriniar ha impegnato Szczesny di testa, la Juve ha avuto occasioni in quantità con Cuadrado (14’), Morata (15’) ancora Morata (29’) su cross basso di Cuadrado e grande ingenuità di Bastoni (gol mangiato dallo spagnolo che era all’altezza dell’area del portiere). Perso Locatelli (34’), la Juve ha continuato con i due mediani (Rabiot e Zakaria) e non si è persa d’animo neanche dopo il rigore, se è vero, come è vero, che un altro cross di Cuadrado (53’ del primo tempo), impreziosito da una finta di Morata, è stato messo fuori da Vlahovic.

Come non fossero bastati 14 tiri a 3 a favore della Juventus, gli uomini di Allegri hanno ricominciato con gli stessi ritmi e lo stesso pressing del primo tempo. Ma una volta Brozovic e un’altra Perisic hanno salvato su Dybala. Simone Inzaghi è ricorso ai cambi molto presto. Prima (58’) togliendo Dumfries e Lautaro (dentro Darmian e Correa), poi accettando che la sua squadra difendesse molto bassa permettendo alla Juve di trasformare gli attacchi, sempre meno lucidi e sempre più frenetici, in un assedio.

Al 77’ altri due cambi (Vidal per Calhanoglu e Gagliardini per Brozovic), mentre Kean aveva preso il posto di Morata (72’) e De Sciglio quello di Alex Sandro. Ma, a parte il palo di Zakaria, la Juve ha prodotto solo cross per Vlahovic (non bene ieri sera), mentre l’Inter tentava di mettere la testa fuori per respirare. Per la Juve è finita ogni illusione. Ma l’Inter, per riprendersi il ruolo di leader, deve tornare a giocare. A Torino ha vinto senza fare calcio.

IL TABELLINO
Juventus-Inter 0-1

Marcatore:

Calhanoglu (rig) 45+4′

Juventus (4-2-3-1): Szczeny; Danilo, De Ligt, Chiellini, Alex Sandro (28′ st De Sciglio); Locatelli (34′ pt Zakaria), Rabiot (39′ st Arthur); Cuadrado (39′ st Bernardeschi), Dybala, Morata (28′ st Kean); Vlahovic. A disp. Pinsoglio, Perin, Bonucci, Rugani. All. Allegri.

Inter (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Bastoni; Dumfries (14′ st Darmian), Barella, Brozovic (33′ st Gagliardini), Calhanoglu (33′ st Vidal), Perisic; Lautaro (14′ st Correa), Dzeko (46′ st Gosens). A disp. Radu, De Vrij, Sanchez, Vecino, Ranocchia, Dimarco, Caicedo. All. Inzaghi.

Arbitro: Irrati di Pistoia.

V.A.R.: Mazzoleni di Bergamo.

Ammoniti: pt 2′ Lautaro (I), 15′ Rabiot (J), 27′ Locatelli (J), 46′ Morata (J), 49′ Cuadrado (J), 49′ Skriniar (I); st 31′ Perisic (I), 32′ Calhanoglu (I).



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Di admin