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Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:




I racconti che arrivano dall’Ucraina sono sempre più drammatici e scioccanti. Lyudmila Denisova, difensore civico ucraino, ha denunciato su Telegram le azioni dei soldati russi, che si sarebbero resi protagonisti di numerosi casi di tortura nei confronti dei civili, senza risparmiare i bambini sotto i 10 anni, addirittura stuprati. La testimonianza delle violenze, che non si sarebbero registrate solo a Bucha ma anche – tra le altre città – a Irpin.

Chi è Lyudmila Denisova, difensore civica contro i russi

Il difensore civico ucraino Lyudmila Denisova è uno dei volti noti della guerra.

Nei giorni scorsi si è recata a Bruxelles per discutere delle atrocità messe in atto dai soldati russi.

Secondo lei, più di 400 mila ucraini sarebbero stati costretti a lasciare il Paese dall’inizio del conflitto.

Irpin, “bambini stuprati e torturati”: la denuncia della Denisova

La Denisova, nelle ultime ore, ha invece denunciato su Telegram come i soldati russi si siano resi protagonisti di “numerosi casi di tortura di civili nei territori liberati dagli occupanti razzisti“.

C’è di più. Secondo la Denisova sarebbero stati violentati anche i bambini: “Bambini di meno di 10 anni uccisi con segni di stupro e tortura sono stati trovati nella città di Irpin”.

“Nella regione di Kiev – ha aggiunto – il ‘campo per bambini di Prolisok’ ha ospitato per tre settimane la base di un’unità dell’esercito razzista. Nel seminterrato sono stati trovati cinque cadaveri di uomini con le mani legate dietro la schiena. Sono stati torturati e poi uccisi a sangue freddo. Una delle vittime aveva il cranio schiacciato”.

Ucraina, una madre scrive sulla schiena della figlia il nome della bimba: “Nel caso morissi”

Anastasiia Lapatina, giornalista del Kyiv Independent, ha invece twittato una foto in cui è ritratta una bambina ucraina con un nome e un telefono scritti dalla madre sulla sua schiena, per esser certa che – qualora lei non sopravvivesse alla guerra – qualcuno sappia l’identità della piccola e a chi affidarla.

Questo il commento della giornalista: “Le madri ucraine stanno scrivendo i contatti dei familiari sui corpi dei loro bambini in caso vengano uccise e il figlio sopravviva. E l’Europa sta ancora discutendo del gas“.

La Lapatina ha citato come fonte l’account Instagram di Sasha Makoviy, madre della bambina, che in un post precedente aveva raccontato perché avesse deciso di scrivere sulla schiena della figlia.

Secondo l’associazione Save the Children, che lavora in Ucraina dal 2014, “non c’è mai stato un momento così complesso”.

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Fonte foto: ANSA



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