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di Giuseppe Sarcina, nostro corrispondente a Washington

Il vicepremier Jaroslav Kaczynski:«Se gli Usa lo chiederanno, lo faremo. L’ipotesi non è stata discussa, ma le cose potrebbero cambiare». E gli Usa pensano di rafforzare il fronte orientale della Nato

La Polonia «è pronta a ospitare armi nucleari Usa». Lo annuncia Jaroslav Kaczynski, 75 anni, figura chiave del Paese, presidente del partito al governo Diritto e Giustizia e vicepremier dell’esecutivo guidato da Mateusz Morawiecki. Kaczynski ha rilasciato un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sontag che farà discutere soprattutto per questa frase: «Se gli americani ci chiedessero di piazzare le loro armi nucleari sul nostro territorio, noi saremmo pronti a farlo. Sarebbe una mossa che rafforzerebbe in modo netto la deterrenza nei confronti della Russia».

Il vicepremier ha precisato che l’idea «non è stata discussa» né con Washington né in sede Nato. Ma, ha aggiunto, «lo scenario potrebbe cambiare presto». Sarebbe una svolta radicale negli equilibri geo-militari dell’Europa. Nella capitale americana, però, questa ipotesi non è mai stata discussa. Un discorso diverso, invece, vale per l’altra proposta avanzata da Kaczynski: aumentare notevolmente il numero dei militari Usa dislocati sul fianco Est della Nato. In questo momento ci sono circa 100 mila soldati americani nel Vecchio Continente. Quasi 20 mila sono schierati lungo il confine orientale; 10 mila sono in Polonia. Il fondatore di Diritto e Giustizia chiede all’Amministrazione Biden di inviare altre 50 mila unità, fino ad arrivare a un totale di 150 mila. Un terzo di questi, 50 mila, dovrebbe prendere posizione in Polonia; altri 25 mila nei Paesi baltici.

Ora, le cifre sono probabilmente esagerate. Ma non c’è dubbio che il Pentagono e il comando Nato stiano pensando di rafforzare ulteriormente il fronte orientale. Nel vertice straordinario dell’Alleanza Atlantica che si è tenuto a Bruxelles lo scorso 24 marzo, tutti i partner hanno concordato sul progressivo spostamento del baricentro militare verso Est. Il presidente polacco, Andrzej Duda,compagno di partito di Kaczynski, è stato tra i protagonisti del summit. Varsavia spinge ormai da settimane per un maggiore sostegno alla resistenza ucraina guidata da Volodymyr Zelenski. Duda aveva proposto di mandare un segnale più netto a Vladimir Putin, alludendo a un possibile intervento della Nato nel caso in cui i russi avessero fatto ricorso alle armi chimiche. Kaczynski riprende questa traccia, sollecitando la Nato a «fornire finalmente a Zelensky le armi che chiede da tempo». In parallelo il vice premier invita i partner occidentali «a partecipare a una missione in Ucraina per il mantenimento della pace».

3 aprile 2022 (modifica il 4 aprile 2022 | 01:41)

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