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di Andrea Laffranchi

Esca il 7 su Amazon prime il docu-film: la carriera e il come sarebbe stata la vita se non avesse vinto Sanremo

Anche le Pausini perdono. Nella sua carriera, Laura ha vinto 1 Grammy, 4 Latin Grammy, 1 Golden Globe e decine di altri premi. Manca l’Oscar, assaporato l’anno scorso con la nomination per «Io sì/ Seen». Un buco nella bacheca che però non ne ha aperto un altro nei sentimenti della popstar. «La vittoria mi avrebbe mandato in crisi perché dopo non ci sarebbe stato più nulla — dice lei —. Non veniamo educati alla sconfitta. Volevo dare a mia figlia Paola, molto legata al tema dei like, un insegnamento: sono andata e tornata allo stesso modo dai Golden Globe vinti e dagli Oscar che ho perso».

Dal Sanremo 1993 all’Oscar mancato

Il racconto di quella serata di gala, la reazione via telefono con la famiglia («Babbo ci è rimasto male»), l’hamburger notturno in limousine con il compagno Paolo, è uno dei momenti centrali di Piacere di conoscerti, docu-film su Prime Video, dal 7 aprile in 240 Paesi. Il racconto gira intorno alla principale sliding door di Laura: Sanremo Giovani 1993, «La solitudine», il suo sorriso fra emozione e imbarazzo, Baudo che le sistema il ciuffo. Si commuove ancora: «Lo so, sembro Heidi ma è così». Immagini d’archivio e ricordi in prima persona ci accompagnano lungo la carriera dell’unica italiana da export. «Mi sono chiesta molte volte cosa sarebbe successo se non avessi vinto il Festival». La risposta è nella parte di fiction. Lì Laura interpreta la se stessa non famosa, una ragazza di Solarolo che ha provato Sanremo, non è andata bene e ora è una mamma single con un negozio di ceramiche che la sera fa piano bar. «Sentirsi realizzati non dipende da premi, successo, risultati economici… A fine vita, quando ti chiedi se sei stato felice, non c’è il pubblico a darti un voto. Io lo sarei stata anche se avessi fatto ceramiche, avevo studiato per quello, o l’architetto come immaginavo. Erano piani A anche quelli». Single e con figlio maschio. «Volevo una donna che si realizza da sola. Il regista Ivan Cotroneo aveva pensato a una divorziata, ma fossi rimasta a Solarolo non lo avrei mai fatto per i condizionamenti della società. Marcello è il figlio che i miei hanno perso prima che arrivassimo io e mia sorella: fossi stata maschio mi sarei chiamata così».

L’Eurovision e il disco bloccato

La carriera prosegue. Non con il cinema: «Ho detto no ad alcune porposte in passato, tra cui Zeffirelli, ma non sono un’attrice. Facico me stessa, mi sono sognata così. L’unica cosa da attrice che ho fatto è stata forzare un po’ la z romagnola, fossi rimasta a Solarolo avrei parlato così. Piuttosto mi piacerebbe fare un musical sulla mia carriera». Prossima tappa la conduzione dell’Eurovision Song Contest. «Si dice che non c’è un buon clima fra me e Cattelan… capisco le chiacchiere, ma ho accettato perché ci sono lui e Mika. Ho detto no ad alcuni talent all’estero perché non mi piaceva il cast». Nel docu la si vede pianificare un disco per l’ottobre 2021: se ne è persa traccia. «Non trovo canzoni che mi diano il coraggio di portarle sul palco. Per un album parto da un’idea, una parola, una foto: non l’ho ancora trovata».

Il matrimonio

La famiglia è centro di gravità. Quella di origine, con babbo che suonava con lei nei piano bar, e quella costruita con Paolo Carta, musicista e papà di sua figlia. Non si sono mai sposati. «Paolo me lo ha chiesto 10 anni fa. Quando abbiamo scoperto che ero incinta abbiamo deciso di aspettare che Paola fosse più grande. Volevamo fare lo scorso anno, ma è arrivato il Covid… ma in fondo, dopo 17 anni è solo un gesto».

5 aprile 2022 (modifica il 5 aprile 2022 | 18:33)

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