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L’intelligence americana raccoglier prove sul campo per l’incriminazione di Putin collaborando con i servizi segreti di altri Paesi

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
WASHINGTON — La Casa Bianca impegnata su tre fronti.

Partiamo da quello meno visibile, ma forse il pi importante nel breve periodo per le sorti della guerra. Joe Biden, ieri, luned 4 aprile, ne ha fatto cenno come di sfuggita: Manderemo altre armi all’Ucraina.

Lo scenario previsto dal Pentagono, e non solo, sembra ormai definito (leggi qui gli aggiornamenti in tempo reale). L’armata putiniana intensificher gli sforzi nel Sud-Est del Paese, anche se continueranno le azioni di disturbo a Kiev e in altre citt. L’esercito ucraino schierato in forze in una sacca delimitata a ovest dalla citt di Dnipro, a est da Kharkiv e a sud dal Donbass. Nei giorni scorsi l’intelligence Usa ha fatto sapere ai media americani di aspettarsi una manovra a tenaglia da parte dei russi, con forze in arrivo dal Nord e in uscita da sud. Obiettivo: circondare e distruggere le formazioni ucraine. La forza d’urto dei russi sar poderosa: secondo il Pentagono saranno in campo almeno 600 tank e oltre 3.000 blindati.

I militari di Zelensky hanno i mezzi per resistere e sventare la manovra, come successo a nord della capitale?
Qui l’Amministrazione tace, ma per alcuni analisti, la risposta no.

I missili Javelin anti-carro o gli Stinger anti-aereo potrebbero non bastare. Ecco perch Zelensky insiste: servono aerei, carri armati, artiglieria pesante, altri droni. Finora Biden ha dato il via libera solo alla consegna di tank di fabbricazione sovietica. Ma non sufficiente. Il presidente americano ora dovr decidere se superare il limite che aveva rispettato finora: nessuna fornitura di armi offensive per evitare il rischio di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e della Nato. In serata si fatto sentire il portavoce del Pentagono, John Kirby: Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per aiutare militarmente gli ucraini e dobbiamo essere molto flessibili.

Il secondo fronte quello delle sanzioni. Il Consigliere per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan, ha annunciato che gli Stati Uniti stanno lavorando in stretto contatto con gli europei. Ha anche precisato che ci sar un annuncio entro la settimana. In questo caso, per, gli americani stanno aspettando l’esito della discussione tra i partner Ue sul tema chiave dell’embargo dell’export energetico russo, che sia carbone, petrolio o, ipotesi pi improbabile, il gas.

Infine l’istruttoria per i crimini di guerra a Bucha. Lo stesso Sullivan ha spiegato come gli Stati Uniti procederanno per arrivare all’incriminazione di Vladimir Putin per crimini di guerra. Sullivan ha precisato che per ora non ci sono i presupposti per parlare di genocidio. Ma il governo americano, ha spiegato, seguir un percorso in quattro passaggi.

Primo: l’intelligence americana raccoglier le prove sul campo, collaborando con i servizi segreti di altri Paesi. Sullivan non ha fatto nomi, ma il riferimento principale alla Gran Bretagna.
Secondo: si confronteranno le informazioni con quelle messe insieme dagli ucraini.
Terzo: tutto il materiale verr condiviso con le organizzazioni non governative che sono gi al lavoro e con l’Onu.
Quarto: si attinger a video, filmati trasmessi dai media o postati sui Social. Sullivan ha concluso: il governo americano concorder con gli alleati a quale istituzione trasmettere la denuncia.

5 aprile 2022 (modifica il 5 aprile 2022 | 10:16)

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