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Il caso

La Procura ha chiuso le indagini: l’anno scorso il viaggio in Bangladesh con l’accordo per le nozze. Cugino ventiduenne scelto come marito. L’allarme partito dalla scuola. «Picchiata in casa», ora è in comunità.

Picchiata e costretta dai genitori a prendere in sposo un cugino in Bangladesh di dieci anni più grande di lei . Questa la triste storia, secondo la ricostruzione della Procura di Bergamo, di una ragazzina di 12 anni di origini bengalesi, residente nella Bergamasca. L’indagine è partita dalla scuola frequentata dalla ragazzina, che ha confidato la sua vicenda alle compagne che hanno a loro volta avvisato gli insegnanti.

La volontà della famiglia

I due si sarebbero dovuti sposare al compimento dei suoi 18 anni. I genitori della ragazza – che ora sono indagati per costrizione al matrimonio – stavano portando a compimento la volontà della nonna, la quale per prima desiderava ardentemente vedere la nipote sposata con il cugino e faceva pressioni affinché ciò si realizzasse.

La ragazza in comunità

La vittima, oggi quattordicenne, è stata sottratta alla potestà dei genitori e si trova ora in comunità con divieto di espatrio, sotto la supervisione di un curatore speciale nominato dal tribunale dei minori di Brescia. Quello della dodicenne è un caso delicato che apre una finestra sul triste scenario delle cosiddette «spose bambine», fenomeno purtroppo non estraneo alla nostra provincia: quello di cui si è occupata la Procura infatti non è un caso isolato.

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