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La Russia dovrà essere “più prudente” con le esportazioni di cibo all’estero, “specialmente nei confronti dei Paesi ostili“. Vladimir Putin ha lanciato un avvertimento velato che potrebbe anticipare la prossima mossa di Mosca: bloccare le esportazioni di cibo verso l’Occidente in modo tale da danneggiare il sistema economico-alimentare dei Paesi occidentali.

L’affondo di Putin

Va da sé che, nel caso in cui Mosca volesse veramente concretizzare il monito lanciato dal capo del Cremlino, a pagare il conto più salato non saranno certo gli Stati Uniti ma i membri dell’Unione europea. Che, in uno scenario del genere, non solo si troveranno a fronteggiare un’ipotetica penuria di alcuni generi alimentari, ma anche le possibili migrazioni di massa delle popolazioni nordafricane già colpite dall’effetto domino venutosi a creare a causa del conflitto ucraino.

Sullo sfondo della carenza di cibo globale, quest’anno dovremo essere prudenti con le forniture all’estero e monitorare attentamente tali esportazioni verso Paesi che sono chiaramente ostili nei nostri confronti“, ha dichiarato Putin citato dall’agenzia Tass. Mosca, insomma, a detta del presidente russo “monitorerà” attentamente le esportazioni di cibo verso nazioni “ostili“, lasciando intendere che potrebbe limitarle se non azzerarle del tutto.

L’attacco all’Occidente

Putin è passato quindi a puntare il dito contro l’Occidente, reo di scaricare i propri errori e le proprie colpe sulla Federazione Russa. “L’Occidente sta cercando di scaricare i propri errori economici sulla Russia, per risolvere i problemi a spese” di Mosca, ha detto, ancora, Putin.

Il presidente russo, parlando ad un incontro con esponenti del settore agroalimentare locale, è quindi passato ad affrontare il nodo energetico. “La situazione energetica globale sta peggiorando a causa delle misure rozze e non di mercato, compresa la pressione amministrativa sulla nostra compagnia Gazprom, prese in alcuni Paesi europei“, ha affermato.

In merito alla possibile nazionalizzazione degli asset russi dislocati all’estero, invece, Putin ha fatto capire che questa è “un’arma a doppio taglio“, evocando possibili ritorsioni all’indomani della decisione della Germania di prendere temporaneamente il controllo della filiale tedesca di Gazprom.

Tensione alle stelle

Considerando che, accanto ai moniti alimentari ed energetici lanciati da Putin, c’è una guerra in Ucraina ancora in corso, le tensioni tra la Russia e l’Occidente hanno raggiunto il picco. Nelle ultime ore, infatti, Europa e Stati Uniti hanno puntato il dito contro Mosca, rea di essersi macchiata della strage di Bucha. Secca la replica di Mosca. La Russia spiega sistematicamente la sua posizione sulla situazione a Bucha, ma l’Occidente collettivo “chiude gli occhi e le orecchie con le persiane” e non è disposto ad ascoltare, ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Secondo il portavoce, l’intero andamento degli eventi, un’enorme quantità di informazioni, fatti e altri parametri dimostrerebbero chiaramente che la situazione a Bucha è un falso, progettato per diffamare l’esercito russo.

Non ci riusciranno; invitiamo ancora una volta, in primo luogo, i membri del Consiglio di sicurezza dell’ONU, i leader occidentali ad astenersi da una percezione emotiva, basata sul nulla, e solo a pensare razionalmente e a tentare di giustapporre i fatti, al fine di capire di che tipo di orribile falso stiamo parlando“, ha concluso Peskov.



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Di admin