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di Marta Serafini, nostra inviata a Odessa

Parla Gennadiy Trukhanov, ex ufficiale d’artiglieria oggi sindaco della citt portuale sotto assedio. Considerato un amico di Mosca, dopo l’invasione ha cambiato idea

Poco prima che lui arrivi al suo quartier generale entra un uomo travestito da Batman. Si avvicinano due bodyguard. Prego si allontani. Non Gotham City. Odessa. E per Bruce Wayne non c’ mica spazio. Il sindaco qui Gennadiy Trukhanov. Che in conferenza stampa si presenta in ritardo di due ore. Tuta dell’aereonautica militare italiana perch — ci tiene a ricordarlo — sono molto amico del vostro Paese. Talmente amico che — si dice — abbia un ufficio a Milano, anche se lui non conferma, mentre con Genova sono in ottimi rapporti, tra porti ci si intende bene. Per tutti il sindaco filo russo di Odessa, cui dopo lo scoppio della guerra stato affiancato un team militare che controlla ogni sua mossa. Hanno fatto di tutto perch non consegnasse subito le chiavi della citt ai russi, mormorano in citt. Classe 1965, ingegnere specializzato nella riparazione e manutenzione dell’artiglieria, ha prestato servizio nel Caucaso settentrionale.

Ex ufficiale

Ritiratosi dalle Forze armate con il grado di capitano, nel 1993 inizia a lavorare come bodyguard. Ed qui che la traiettoria di Trukhanov cambia. Dopo essere entrato nella Rada, il parlamento ucraino, nel 2004, tra i crescenti disordini in Ucraina, all’indomani di piazza Euro Maidan e i violenti scontri del 2 maggio a Odessa — quelli in cui i gruppi filo nazisti uccidono oltre 40 manifestanti pro Putin — nel 2014 viene eletto sindaco della citt. I suoi rapporti con Mosca sono stretti e il suo nome serve anche a mantenere la pax sociale della citt.
La pace per costa. I Panama Papers indicano che Trukhanov ha passaporto russo, nonostante la legge ucraina vieti la doppia cittadinanza. Ma non solo, il primo cittadino di Odessa, sempre secondo l’inchiesta sui paradisi fiscali, ha un sostanziale impero commerciale in Ucraina attraverso societ registrate nelle Isole Vergini britanniche, con un sobborgo di Mosca indicato come suo luogo di residenza, mentre gli attivisti anticorruzione hanno accusato lui e suoi influenti alleati commerciali di aver trasformato il porto del Mar Nero nel loro feudo privato. Nel 1998 anche la polizia italiana si interessa a lui.

La statua

Avanti fino all’invasione di Putin, ora Trukhanov corre su e gi per la citt dando del bastardo al presidente russo e dei c…i ai russi. E a chi l’accusa di essere stato in passato simpatizzante dei gruppi filo-nazisti, risponde con un sorriso: Io sono cittadino di Odessa, sa. E Odessa sempre stata un porto aperto a tutti. Poi la vede quella statua? dello scrittore ebreo Isaac Babel. Se vuole la foto la facciamo l davanti. Non ha tempo ora il sindaco di Odessa per le polemiche, anche se non poco tempo fa si fatto immortalare con una pistola in pugno, in un ritratto che Gomorra cosa da educande. Sono molto duro con tutti i neofascismi e i neonazismi, l’Ucraina se ne deve liberare, dice. E poi un po’ meno duro in volto sorride: Sa siamo europei anche noi.

Gli altri sindaci

Ora Trukhanov in costante contatto con i sindaci delle altre citt, soprattutto quelle coinvolte nelle ostilit. Compreso il sindaco di Yuzhny, comune al limitare di Odessa, Vladimir Novatsky, che ieri ha confermato l’attacco di venerd sera con tre missili Iskander — noti anche come missili ipersonici vicino a una base militare e ad una fabbrica di ammoniaca. E compreso anche il governatore dell’Oblast di Odessa con cui non mai andato d’accordo e che da sempre lo accusa di corruzione. Ma non solo. Ora Trukhanov si deve occupare degli sfollati che arrivano qui da tutta la regione, Kherson, Mykolaiv

, dove i russi stanno attaccando e terrorizzando la popolazione. Ma anche Kiev, Lugansk, Mariupol. Si parla di centinaia di persone. Odessa, per ora, un porto sicuro. Ma se la situazione al fronte dovesse peggiorare, la regina del Mar Nero non attrezzata per l’accoglienza come Leopoli.
Noi siamo pronti e facciamo del nostro meglio. In questi giorni non raro incontrare il sindaco davanti al centro sfollati della Croce Rossa ucraina dove la fila si allunga di ora in ora. Sempre con la tuta dell’aereonautica italiana perch Odessa sensibile e risponde a qualsiasi attacco nei confronti di qualsiasi villaggio, paese o citt perch questa la nostra patria. Siamo un tutt’uno con l’Ucraina, una parte di essa. E per essa — aggiunge — siamo pronti a morire. Poi l’addetta stampa viene a chiamare il sindaco perch ora di andare alla prossima riunione.

2 aprile 2022 (modifica il 2 aprile 2022 | 23:59)

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