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Joe Biden alza il tiro contro Vladimir Putin aumentando il livello letale delle forniture belliche a Kiev, anche in chiave offensiva. Il commander in chief – che oggi ha mostrato i muscoli partecipando al varo di un sommergibile da guerra a propulsione nucleare – ha autorizzato la sua amministrazione, per la prima volta dall’inizio del conflitto, a lavorare con gli alleati per trasferire tank di fabbricazione sovietica all’Ucraina.

Le fonti del New York Times hanno rivelato che i trasferimenti dei carri armati inizieranno presto ma non hanno voluto precisare il loro numero nè da quali Paesi arriveranno. I tank, richiesti espressamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, consentiranno a Kiev di effettuare lanci di artiglieria a lunga gittata su obiettivi russi in Donbass, passando così al contrattacco.

Il Pentagono ha inoltre annunciato un ulteriore pacchetto di aiuti militari da 300 milioni di dollari, portando a 1,6 miliardi i fondi erogati finora dalla difesa Usa per l’assistenza alla sicurezza dell’Ucraina. Colpisce il tipo di forniture, molto sofisticate: missili a guida laser, droni ‘kamikaze’ Switchblade (con testate esplosive), droni leggeri di tipo Puma (da ricognizione), blindati Humvees, mitragliatori non convenzionali (cioè non usati regolarmente dall’esercito americano), oltre a visori notturni, sistemi per le immagini termiche, sistemi di comunicazione tattica sicuri, servizi satellitari, materiale medico. Washington, insieme agli alleati, sta di fatto adeguando i suoi aiuti ai cambiamenti tattici sul terreno. Tra le forniture annunciate dalla Casa Bianca anche materiale per proteggere i civili contro eventuali attacchi chimici russi: maschere anti gas, tute protettive e altri equipaggiamenti.
   

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