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Sono quattro le parole magiche che hanno ribaltato il mondo dei videogame nelle ultime ore. Le prime due sono “Monkey Island” e le altre due sono “Ron Gilbert”.  La formula esplosiva che queste parole compongono insieme è probabilmente unica nella storia dell’interattività digitale: la saga di Monkey Island è una delle più amate, forse la più amata degli ultimi trent’anni di avventure elettroniche. E quella di Ron Gilbert è la firma dell’autore, quella dietro i primi due titoli della storia: The Secret of Monkey Island del 1990 e Monley Island 2: LeChuck’s revenge.

Ci sono stati altri tre titoli poi, ma nessuno sotto la direzione creativa di Gilbert, che era quella che senza mezzi termini ha fatto del gioco il successo che è e per cui ancora oggi la comunità dei gamer si infiamma. Una regia di eccellenza che ha reso i primi due Monkey Island delle avventure immortali, entrate di diritto tra i videogame più belli di ogni tempo, e che dopo la separazione tra Gilbert e la LucasArts, l’editore originale dei giochi, sembravano destinati a rimanere nella Storia sì, ma come dei ricordi. E invece a sorpresa è arrivata la notizia: ci sarà un terzo Monkey Island diretto da Ron Gilbert, si chiamerà Return to Monkey Island e sarà ambientato temporalmente dalle parti dei due titoli originali. Insomma i tre successivi non curati da lui Gilbert fa capire di non calcolarli proprio, e tanto basta a scatenare il visibilio dei fan.

Dal breve trailer si capisce che lo stile narrativo e grafico del gioco è allo stesso tempo contemporaneo e classico. Si sa davvero poco a questo punto se non che Return to Monkey Island uscirà nel 2022, quindi a breve, e che è stato sviluppato negli ultimi due anni in totale segretezza. Tornerà insieme alla misteriosa isola della scimmia anche il protagonista Guybrush Threepwood, e chissà forse anche il terribile pirata fantasma LeChuck, i duelli all’arma bianca conditi di ridicoli insulti in piratesco, le scimmie a tre teste, le taverne e il Grog che scorre a fiumi, le emozioni e la meraviglia dell’ignoto, e naturalmente l’ironia affilata e anche popolare e decisamente americana di Gilbert, che è il motore vero di tutte le avventure piratesche nell’arcipelago della sua fantasia. E chissà che i trent’anni passati dai primi titoli non portino nella stiva qualcos’altro nei forzieri del tesoro. Il gioco sarà probabilmente multipiattaforma anche se per ora non ci sono dettagli in questo senso. Non resta che aspettare per approdare, ancora una volta, al porto delle isole dei filibustieri più divertenti di sempre. E una volta scesi dal vascello, pronunciare l’unica frase più immortale del fantasma di LeChuck: “Mi chiamo  Guybrush Threepwood e sono un temibile pirata!”.

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