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Nottata di raid in Ucraina. Così come segnalato dal servizio per le emergenze, solo in poche province nelle ultime ore non sono stati segnalati allarmi aerei. Missili e sirene hanno contraddistinto la nuova notte di guerra. Il tutto mentre a Kiev intanto si monitora l’indietreggiamento russo dalle postazioni a nord della capitale. Nelle ultime ore infatti gli ucraini hanno rivendicato l’ingresso del proprio esercito in località attorno la città espugnate in precedenza dalle truppe di Mosca.

Tra tutte, come segnalato nella tarda serata di venerdì e ribadito nella notte, a spiccare sono le cittadine di Bucha e Gostomel. Qui i russi hanno lasciato spazio, ripiegando verso la Bielorussia. Kiev adesso sembra respirare maggiormente, con i soldati avversari sempre più lontani dal centro cittadino. Questo non ha significato al momento però la fine definitiva dei raid sulla capitale.

Nella notte in più di un frangente sono stati attivati i segnali di allarme aereo, poi rientrati. I bombardamenti più importanti hanno riguardato ancora una volta la città di Chernihiv, importante centro a nord di Kiev.

Il cambio di strategia dell’aviazione russa

Così come spiegato nelle scorse ore dai comandi dell’esercito ucraino, in generale in tutto il Paese anche nell’ultima notte sono stati notati cambiamenti nella strategia di Mosca. In particolare, i russi starebbero limitando al minimo l’uso degli aerei, a favore invece di razzi e missili da crociera.

Tutto questo per evitare scontri ravvicinati con l’aviazione ucraina, circostanza che ha portato alla perdita di numerosi mezzi nei giorni scorsi. La nuova strategia è evidente anche nell’est dell’Ucraina, lì dove si stanno concentrando le principali forze di Mosca in attesa di una possibile offensiva su larga scala attorno al Donbass. E infatti i bombardamenti principali della notte, come hanno spiegato gli alti comandi ucraini, hanno riuardato le province orientali. A partire da quelle di Poltava e Lugansk. Ci sarebbero delle vittime, ma ancora è presto per un bilancio.

A trattenere il fiato nelle ore notturne è stata anche Odessa. La città sul Mar Nero venerdì sera è stata raggiunta da missili sparati dalla flotta russa stanziata a largo e in grado di causare almeno tre vittime. Si temeva una notte di fuoco, ma a parte l’attivazione intorno alle 4 del mattino di nuovi allarmi aerei, la situazione è apparsa tutto sommato tranquilla. La città si è svegliata sì impaurita, ma senza l’eco di nuove esplosioni sullo sfondo.

Le novità sui colloqui

Anche in questo sabato i focus principali a livello politico verteranno sui colloqui tra le due delegazioni. Ieri nuovo round di incontri in videoconferenza, ma a destare scalpore sono state le dichiarazioni di fonti Ue dopo un vertice tenuto tra Bruxelles e Pechino. Quest’ultima, secondo quanto emerso dalle sedi comunitarie, sarebbe intenzionata a fare pressioni sulla Russia per la fine della guerra.

Dalla Turchia ieri Erdogan aveva parlato di passi in avanti e di un possibile incontro tra Putin e Zelensky in tempi brevi. Si naviga quindi a vista lungo un sottile filo dove si oscilla tra un incremento del conflitto e possibili accordi di natura politica. Per il momento le uniche novità di rilievo a livello diplomatico riguarrdano le attivazioni di nuovi corridoi umanitari. L’ultimo, come riportato dall’Afp, ha permesso l’arrivo di autobus con a bordo civili da Mariupol nella città di Zaporizhzhia.



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