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“Ogni fotografo ucraino sogna di scattare una foto che fermi la guerra”, diceva Levin, che si era dedicato a progetti di documentari sulla guerra in Ucraina, con l’obiettivo di mostrare i crimini degli occupanti russi.

 

 

Il bilancio dei giornalisti al fronte –

Al 23 marzo erano sei i giornalisti uccisi nella guerra in Ucraina. L’ultima era stata Oksana Baulina, del sito russo indipendente The Insider, morta in un bombardamento mentre filmava la distruzione provocata dal lancio di razzi su un centro commerciale nel distretto di Podolsky. Ora si aggiunge Levin, il settimo caduto. Mentre sono 35 quelli feriti.

 

 

Ricordiamo il cameraman irlandese di Fox News Pierre Zakrzewski, veterano dei conflitti, dall’Iraq all’Afghanistan, con la giornalista ucraina Alexandra Kuvshinova, colpiti mentre erano in auto vicino al villaggio di Gorenki, nei pressi della capitale, sulla strada per Irpin. Insieme a loro c’era anche il corrispondente dell’emittente Benjamin Hall, rimasto ferito in modo grave e sottoposto a diverse operazioni.

 

 

Nell’area attorno della capitale sono morti anche il cameraman Yevhen Sakun, vittima dell’attacco missilistico alla torre della tv a inizio marzo, e il giornalista e videoreporter americano Brent Renaud, già collaboratore del New York Times, colpito durante i combattimenti a Irpin, probabilmente da soldati russi.

 

 

Ha perso la vita durante i combattimenti vicino a Mykolayiv, invece, l’altro reporter ucraino Viktor Dudar.

 

 

Sono almeno 35, come detto, i giornalisti feriti, secondo la responsabile per i diritti umani del parlamento ucraino, Lyudmila Denisova, mentre si sono perse le tracce di Oleh Baturin a Kherson, città in mano alle forze russe, sospettate del suo sequestro.

 

 

A tenere il conto degli attacchi contro la stampa è anche Reporter Sans Frontieres, che ha aperto a Leopoli il Centro per la libertà di stampa e ha avviato la distribuzione di elmetti e giubbotti antiproiettile.

 

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