[ad_1]

di Lorenzo Cremonesi, Giusi Fasano, Andrea Nicastro, Marta Serafini, Paolo Foschi, Irene Soave

Le notizie di sabato 2 aprile sulla guerra minuto per minuto: liberata l’intera regione attorno a Kiev. Negoziatore ucraino: pronta la bozza. Presto incontro in Turchia

* La guerra in Ucraina è al 38esimo giorno: secondo quando comunicato dagli ucraini l’intera regione di Kiev non è più in mano dei russi
* Secondo l’indiscrezione del Nyt cui gli Stati Uniti e gli alleati sono pronti a consegnare carri armati all’Ucraina
.
* Il Papa valuta una visita a Kiev, un gesto simbolico di grande portata, e critica Putin senza citarlo: «Provoca e fomenta conflitti». Da Kiev: la sua visita potrebbe influenzare il corso degli eventi.
* L’attacco ai depositi nella città russa di Belgorod, in territorio russo, non rivendicato dagli ucraini: ecco cosa è successo veramente
* Orrore a Bucha: scoperte fosse comuni e alcuni testimoni, citati dal Guardinan, raccontano che i russi hanno usato bambini come scudi umani per proteggere la ritirata. Corpi in strada con le mani legate: è il martirio di una città distrutta.
* Si riapre un nuovo corridoio per la diplomazia. Uno dei negoziatori ucraini dice che ci sono bozze sulle quali la Russia ha dato l’assenso. In settimana un nuovo incontro in Turchia.
*Il presidente Zelensky sente Johnson: «Siete nostri grandi alleati» e dalla Gran Bretagna pronto un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia.
*E Mosca annuncia il cessate il fuoco a Mariuopol «per permettere agli stranieri di lasciare l’Ucrania» che potranno lasciare il Paese: «Con le navi».

***



2.35 – Ucciso a Mariupol il regista lituano Kvedaravicius
Il regista lituano Mantas Kvedaravicius, 45 anni, è stato ucciso mentre cercava di lasciare in auto la città assediata di Mariupol: l’auto su cui viaggiava è stata colpita da un razzo. Condotto d’urgenza in ospedale, è morto poco dopo il ricovero. Kvedaravicius era conosciuto per alcuni documentari che sono stati premiati nei principali festival europei, tra cui Barzakh (2011) sulla Cecenia e Mariupolis (2016).

1.44 – Zelensky: abbiamo bisogno di razzi e aerei

«Non abbiamo bisogno di milioni di armature o caschi di marca speciale. Abbiamo bisogno di razzi e aerei. E se i soci non possono darci F18 o F19, siamo d’accordo sui vecchi aerei sovietici». A dirlo è Volodymyr Zelensky, in una intervista a Fox News. Poco prima, in un video diffuso sui social, il presidente ucraino aveva affermato: «Quando la gente protesta, e più gente protesta, più è difficile per gli occupanti distruggerci, distruggere la nostra libertà. Questa è la nostra lotta comune! E sarà la nostra vittoria comune. Sono grato a tutti coloro che scendono in strada nelle città temporaneamente occupate a tutti coloro che non hanno paura ed escono e a tutti coloro che hanno paura ed escono».

00.58 – Azov: «Assediati a Mariupol ma pronti a resistere»
«Manteniamo ancora Mariupol, ma il nemico ha preso piede in città. Siamo assediati, nessuna risorsa arriva qui ma possiamo resistere a lungo grazie alla nostra motivazione. I problemi principali sono le risorse umane e le armi anticarro». È la situazione descritta dal capo di stato maggiore del reggimento Azov, Bogdan Krotevich, dell’assedio della città del sud dell’Ucraina.

00.07 – Mosca: entro le 04.00 Kiev dia l’ok all’evacuazione degli stranieri
La Russia ha invitato le organizzazioni internazionali a chiedere a Kiev di notificare la disponibilità ad evacuare gli stranieri entro le 03.00 ora di Mosca del 3 aprile, ossia le 04.00 in Italia. Lo riferisce la Tass. «Un’operazione umanitaria – riferisce un portavoce del ministero della Difesa russo – è possibile solo con la piena assistenza delle autorità di Kiev per il passaggio di un convoglio umanitario da Mariupol, la stretta osservanza del “regime di silenzio” durante l’evacuazione, così come l’eliminazione della minaccia di bombardamento».

Ore 23.54 – Kiev, visita del Papa potrebbe influenzare corso eventi
Un’eventuale visita di papa Francesco a Kiev può influenzare il corso degli eventi riguardanti il conflitto in Ucraina. Lo ha detto il capo dell’ufficio del presidente ucraino, Andriy Yermak, in un post su facebook. Lo riporta Ukrinform. Yermak ha ricordato che il pontefice si era rivolto in precedenza ai leader mondiali con un messaggio «per porre fine alla guerra prima che distrugga l’umanità». Secondo Yermak «la visita del Papa a Kiev può influenzare il corso degli eventi. Sottolineerà ulteriormente da che parte sta la civiltà e chi rappresenta la luce in questa guerra», ha aggiunto.

Ore 23.39 – La Russia: corridoi umanitari per evacuare gli stranieri
La Russia aprirà il corridoio umanitario da Mariupol a Berdyansk e garantirà il cessate il fuoco per l’evacuazione degli stranieri. Lo ha comunicato il ministero della Difesa russo, come riferisce la Tass. «La Russia fornirà assistenza completa nell’evacuazione degli stranieri tenuti in ostaggio dai militanti dei battaglioni nazionali a Mariupol. I cittadini stranieri potranno essere evacuati dalla città portuale di Berdyansk sia in Russia sia in Ucraina». Inoltre, la Russia, su richiesta del presidente turco, Tayyip Erdogan, a Putin, assisterà alle operazioni di entrata e di uscita delle navi nel porto di Berdyansk.

Ore 22.13 – Orrore a Bucha: bambini usati come scudi umani dai russi
Dai resoconti di testimoni dalla martoriata città di Bucha appena liberata emergono accuse rivolte ai soldati russi che avrebbero usato i bambini ucraini come «scudi umani» sui loro mezzi per proteggere i loro spostamenti. Lo riporta il Guardian. Il procuratore generale dell’Ucraina sta raccogliendo un dossier di affermazioni sull’uso da parte dei russi dei bambini locali per evitare di essere bersagliati durante la ritirata dalla capitale ucraina e in altre zone del Paese. Testimoni hanno raccontato di passeggini piazzati davanti ai carri armati nel villaggio di Novyi Bykiv, vicino alla città circondata di Chernihiv, 100 miglia a nord di Kiev. È stato inoltre raccontato che i bambini sono stati presi come ostaggi in una serie di punti caldi del conflitto in tutto il paese per garantire che la gente del posto non fornisse le coordinate dei movimenti del nemico alle forze ucraine. «Casi di utilizzo di bambini come copertura sono stati registrati nelle oblast (ndr. regioni) di Sumy, Kiev, Chernihiv e Zaporizhzhia», ha affermato Lyudmila Denisova, difensore civico dei diritti umani dell’Ucraina. Il colonnello Oleksandr Motuzyanyk, portavoce del ministero della Difesa ucraino, ha affermato che i casi segnalati sono oggetto di un’indagine da parte del procuratore generale del Paese, ma non è stato in grado di fornire ulteriori dettagli. Ha detto: «I nemici hanno usato i bambini ucraini come scudi umani quando spostavano i loro convogli. I soldati russi hanno usato i bambini ucraini come ostaggi, caricandoli sui loro camion per proteggere i loro veicoli durante gli spostamenti». Il procuratore generale dell’Ucraina ha affermato che almeno 412 bambini sono stati feriti o uccisi dall’inizio dell’invasione a febbraio.

Ore 22.06 – Negoziatore Kiev: bozze documenti pronte per discussioni tra i presidenti
Le bozze di accordo tra russi e ucraini emerse ai colloqui di Istanbul dei giorni scorsi sono pronte per le discussioni tra i presidenti. È quanto ha rivelato il capo della delegazione ucraina ai negoziati, David Arakhamia, durante una maratona televisiva: «La Russia ha dato una risposta ufficiale su tutte le posizioni, vale a dire che accettano la posizione ucraina a eccezione del tema della Crimea. Il ministro degli Esteri Kuleba ha detto che non c’è alcuna conferma ufficiale per iscritto, ma verbalmente, ieri, in videoconferenza, è emerso che la parte russa non obietta ad alcuna posizione». Secondo Arakhamia, citato da Interfax, «i russi hanno anche confermato la loro tesi che le bozze di documenti sono state elaborate abbastanza perché siano condotte consultazioni dirette tra i due leader del Paesi: il nostro compito è preparare la fase finale non del documento, ma dei temi che saranno affrontati, e di preparare il futuro incontro dei presidenti».
Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin «con un alto grado di probabilità» si incontreranno in Turchia. Lo ha detto il capo della delegazione ucraina ai negoziati, David Arakhamia, ricordando che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha sentito sia il presidente ucraino che quello russo, confermando di «essere pronto ad organizzare un incontro nel prossimo futuro». «Non è nota né la data né il luogo, ma crediamo che questo con ogni probabilità sarà Istanbul o Ankara», ha aggiunto.


Ore 21.48 – Zelensky sente Johnson: «Siete nostri potenti alleati»
«Un’altra conversazione con Boris Johnson sul sostegno alla difesa dell’Ucraina, sul rafforzamento delle sanzioni anti-russe e sulle garanzie di sicurezza del dopoguerra. Non vedo l’ora che arrivi la conferenza dei donatori per l’Ucraina. La Gran Bretagna e’ un nostro potente alleato». Così sui social il presidente ucraino Volodymr Zelensky dopo una telefonata con il premier britannico.

Ore 21.00 – Peskov: «Colloqui con Kiev non facili ma importante continuino»

I colloqui con Kiev «non sono facili, ma la cosa principale è che stanno continuando». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un’intervista alla tv Belarus 24, rivelando che Mosca avrebbe voluto che i colloqui continuassero in territorio bielorusso ma che l’Ucraina si è opposta.

Ore 20.30 – Berlusconi: «Aggressione militare inaccettabile»

Per la prima volta il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha rotto il silenzio sulla guerra in Ucraina. Di fronte al conflitto – ha detto – «abbiamo un duplice dovere: lavorare per la pace e fare la nostra parte con l’Alleanza atlantica, con l’Occidente e l’Europa per porre fine a una aggressione militare inaccettabile». Le parole di Berlusconi sono arrivate nel pomeriggio di domenica in una telefonata al congresso costituente del nuovo soggetto politico che nasce dalla fusione della Dc di Gianfranco Rotondi con alcuni movimenti ambientalisti.

Ore 19.50 – Irpin, Bucha, Gostomel e l’intera regione di Kiev sono state liberate.
L’annuncio è arrivato dal viceministro della Difesa Hanna Malyar.

Ore 19.10 – Ancora dubbi sulla salute di Putin

Secondo uno studio del Pentagono quello di Putin è un comportamento autistico che influisce sulle sue decisioni. Altri hanno immaginato un peso delle cure al cortisone sul suo carattere. Facciamo il punto della situazione in questo articolo di Fabrizio Dragosei.

Ore 18.50 – «Trecento persone nelle fosse comuni a Bucha»

«Ci sono quasi 300 persone sepolte in fosse comuni a Bucha fuori Kiev». Questa la denuncia di Anatoly Fedoruk, sindaco della città a nord-ovest della capitale ucraina, appena liberata dall’occupazione russa.

Ore 18.01 – IL PUNTO MILITARE – Quali sono le armi che Biden «trasferirà» all’Ucraina

Washington è pronta a fornire, in via indiretta, carri armati all’Ucraina. Questa mossa può permettere a Zelensky di rendere ancora più difficile la missione russa: l’aumento dello scudo può consentire a Kiev di replicare all’aggressione, ma anche ridurre il divario tra i contendenti e convincerli che sia meglio negoziare. Sono già in corso i contatti per favorire quello che viene definito «un trasferimento», in quanto non si tratta di componenti americane. Qui l’approfondimento di Andrea Marinelli e Guido Olimpio.

ore 17.40 – Onu: almeno 1.325 i civili uccisi tra cui 120 bambini

È salito ad almeno 1.325, tra cui 120 bambini, il numero dei civili uccisi nella guerra in Ucraina. È l’ultimo bilancio dell’Onu, secondo cui la cifra potrebbe essere più alta. I ferito sono almeno 2.017 tra cui 168 minorenni.

Ore 17— Corpi in strada a nord di Kiev : «Anche civili con le mani legate»
Almeno 20 corpi in abiti civili sono stati trovati in strada a Bucha, città a nord-ovest di Kiev appena liberata dall’occupazione russa. Uno dei cadaveri aveva le mani legate, a quanto testimoniato da giornalisti sul posto. Il governo di Kiev denuncia esecuzioni di civili da parte dei soldati russi: «Bucha, regione di Kiev. I corpi di persone con le mani legate, uccise a colpi di arma da fuoco da soldati russi, giacciono per le strade. Queste persone non erano nell’esercito. Non avevano armi. Non rappresentavano una minaccia. Quanti altri casi simili stanno accadendo in questo momento nei territori occupati?», scrive su Twitter il consigliere del presidente ucraino Mykhaylo Podolyak, postando una foto con tre cadaveri per strada, uno dei quali ha le braccia legate dietro la schiena.

Ore 16.40 – Confermato lancio di missili di ieri vicino a Odessa

(Marta Serafini) Il sindaco di Yuzhny, comune al limitare di Odessa, Vladimir Novatsky ha confermato l’attacco di ieri sera con tre missili Iskander – noti anche come missili ipersonici. Conferma anche come ci siano feriti senza però dare conto di vittime. La zona colpita è particolarmente strategica in quanto sede di impianti chimici, tra cui una fabbrica di ammoniaca, e di insediamenti militari.

Ore 16.32— Enerhodar (sud Ucraina): russi sparano su manifestanti
Le forze russe hanno sparato su una manifestazione pacifica a Enerhodar, nella regione di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina, dove si sono udite delle esplosioni. Lo riferisce la società per l’energia nucleare ucraina secondo la quale i russi hanno arrestato un numero imprecisato di persone che si opponevano all’occupazione. In un video diffuso sui social si vedono persone in fuga da un raduno mentre si sentono spari e si levano nuvole di fumo.

Ore 16.16— Zelensky: per la guerra spesi 10 miliardi di dollari al mese
La spesa dell’Ucraina per le operazioni militari è di circa 10 miliardi di dollari al mese. Lo ha annunciato il presidente dell’Ucraina Zelensky a seguito di un incontro con i suoi ministri economici. «Secondo i calcoli del ministero delle Finanze, lo stato ucraino spende circa 10 miliardi di dollari per ogni mese di ostilità».

Ore 16.04 — Moldavia: «Nessuna mobilitazione in Transnistria»
La Moldavia afferma di non avere informazioni sulla mobilitazione delle truppe russe in Transnistria. Lo riporta l’Ukrainska Pravda citando una nota del ministero degli Esteri moldavo. «Le istituzioni statali responsabili della Moldavia stanno monitorando da vicino la situazione della sicurezza nella regione. Al momento, non ci sono informazioni che confermino la mobilitazione delle truppe in Transnistria».

Ore 15.30 — Kiev, previste pesanti battaglie a est e Mariupol
Pesanti battaglie sono in arrivo nelle regioni orientali e meridionali dell’Ucraina e in particolare per la città assediata di Mariupol, secondo quanto riferito dal consigliere presidenziale ucraino Oleksiy Arestovych. Ha detto che le truppe ucraine intorno a Kiev hanno riconquistato più di 30 città o villaggi nella regione e stanno tenendo la linea del fronte contro le forze russe a est. «Non facciamoci illusioni, ci sono ancora pesanti battaglie per il sud, per Mariupol, per l’est dell’Ucraina», ha detto.


Ore 15.05— L’attacco a Belgorod: cosa è successo veramente ?


È sempre più un giallo dai risvolti militari e diplomatici la vicenda del supposto attacco ucraino in Russia. Secondo i racconti che arrivano dalla Russia, due elicotteri ucraini avrebbero volato a bassa quota l’altra notte per quasi quaranta chilometri in territorio russo. Un blitz in piena regola, sarebbe il primo oltre frontiera lanciato dai soldati di Zelensky dall’inizio della guerra sei settimane fa, come scrivono qui Lorenzo Cremonesi e Guido Olimpio.

Ore 14.38 — In Bielorussia il bazar russo delle merci saccheggiate

Secondo il quotidiano The Kyiv Independent la Direzione dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino riferisce che l’esercito russo ha messo in piedi un bazar in Bielorussia per vendere merci saccheggiate: le truppe russe avrebbero creato un mercato all’aperto nella città di Naroulia, dove vendono gioielli, automobili, cosmetici e valute rubati.

Ore 14. 25— Cremlino: «Il dialogo? Quando l’Europa uscirà dalla sbornia Usa»

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: «Quando gli europei si riprenderanno dalla sbornia da bourbon americano, e quando realizzeranno finalmente che dovranno prendersi cura del futuro del nostro continente, Europa o anche Eurasia, ebbene allora arriverà il momento di rivedere i nostri rapporti e arrivare al dialogo, ma ciò non accadrà in una prospettiva di breve periodo».

Ore 14 — Rapito un vicesindaco, a Nova Sloboda
Le forze russe hanno rapito un altro amministratore locale in Ucraina. Si tratta di Oleksiy ShibayevIl vice sindaco di Nova Sloboda, nella regione settentrionale di Sumy, come ha denunciato il governatore Dmytro Zhyvytskyi alla Bbc in ucraino. E’ stato fermato dai militari russi di un posto di blocco nella zona di Putyvl, 80 chilometri a nord ovest di Sumy, vicino al confine russo, mentre scortava la consegna di aiuti. Sumy è controllata dagli ucraini, ma è circondata dalle forze russe.

Ore 13.45 — Ripresa dagli ucraini Brovary, vicino a Kiev
La città di Brovary, nei pressi di Kiev, è stata riconquistata dalle truppe ucraine. Lo ha dichiarato il sindaco di Brovary, che in un messaggio televisivo ha detto che «gli occupanti russi se ne sono andati praticamente da tutta Brovary». I militari ucraini stanno allontanando gli ultimi russi rimasti, oltre a «eventuali mine e hardware militare». Si tratta dell’ultima delle zone attorno a Kiev che le autorità ucraine hanno rivendicato di aver riconquistato insieme a Bucha, Makariv e Borodyanka.

Ore 13.20 — Il Pil ucraino è crollato del 16%
L’economia ucraina dovrebbe registrare, tra gennaio e aprile, un calo del 16%. Nel 2022 il pil ucraino potrebbe ridursi del 40% a causa della guerra. Ad affermarlo è il viceministro dell’Economia ucraino, Denys Kudin. Il primo ministro Denys Shmyhal in precedenza ha affermato che le perdite economiche potrebbero superare il trilione di dollari.

Ore 13.10 — La conferma: il corpo ritrovato vicino a Kiev è proprio di Max Levin
Il fotoreporter e documentarista ucraino, Maxim Levin, è stato ritrovato morto vicino alla capitale Kiev. Era scomparso oltre due settimane fa. Lo ha confermato ora su Telegram il consigliere presidenziale ucraino Andriy Yermak. Levin, nato nel 1981, collaborava con testate nazionali e internazionali tra cui Reuters, Bbc e Ap. Lascia moglie e quattro figli. Nessuna notizia ancora del collega che lo accompagnava nel servizio giornalistico del 13 marzo scorso, Oleksiy Chernyshov.

Ore 12.30 — Kiev: i russi mobilitano esercito in Transnistria
I russi hanno iniziato a mobilitare unità in Transnistria per condurre azioni in Ucraina. Lo ha annunciato lo Stato maggiore di Kiev, e lo riporta la Ukrainska Pravda. «È stato intensificato il lavoro per mobilitare unità di truppe russe con sede nel territorio della regione transnistriana della Repubblica di Moldova al fine di condurre provocazioni e svolgere azioni dimostrative al confine con l’Ucraina», ha affermato lo Stato maggiore, sottolineando che i movimenti di truppe sono finalizzati a «dare una dimostrazione di disponibilità per un’offensiva e possibili ostilità contro l’Ucraina».

Ore 12.20 — Il Papa a Malta: «Qualche potente provoca conflitti»

(Gian Guido Vecchi) Papa Francesco a Malta: «L’invito a Kiev? E’ sul tavolo. La guerra si è preparata da tempo con grandi investimenti e commerci di armi. Abbiamo bisogno di compassione, non di visioni ideologiche e di populismi che si nutrono di parole d’odio».


Ore 12.14 —Morto il fotoreporter ucraino Max Levin
Dopo una lunga ricerca nei pressi del villaggio Guta Mezhyhirska, nella regione di Kiev, la polizia ha trovato il corpo del fotografo e documentarista Max Levin. È quanto riferisce la testata Lb.ua, per cui Levin lavorava. Il fotografo, accompagnato da Oleksiy Chernyshov, un militare in servizio ed ex fotografo, era andato lo scorso 13 marzo a Guta Mezhyhirsk per documentare le conseguenze dell’aggressione russa. Da vari giorni si cercavano sue notizie. I due, lasciata la macchina, si erano diretti verso il villaggio di Moshchub. Si è poi saputo che in quell’area erano scoppiati intensi combattimenti.

Ore 12 — Lettera degli ambasciatori in Italia di Polonia e Baltici
«La disinformazione è uno strumento integrale della dottrina di guerra russa e richiede a tutti noi di agire in modo difensivo. Riteniamo molto importante proteggere unitamente lo spazio informativo europeo, preservare la democrazia e ripristinare la pace in Europa. La guerra in Ucraina deve essere combattuta anche attraverso la libertà di parola: una libertà che non deve sottomettersi al controllo del Cremlino». Così una lettera aperta divulgata stamattina dagli ambasciatori a Roma di Estonia Paul Teesalu, di Lettonia Solvita Aboltina, di Lituania Ricardas Slepavicius, di Polonia Anna Maria Anders e di Ucraina Yaroslav Melnyk.

Ore 11.45 — Bollettino di guerra (da Kiev): 17.800 russi uccisi
Sono 17.800 i militari russi uccisi dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, secondo un conteggio delle forze armate di Kiev riportato da Ukrainska Pravda. I prigionieri sono un migliaio. Secondo la stessa fonte sono stati distrutti 143 aerei, 134 elicotteri e 631 carri armati.

Ore 11.25 — Attacco a Kremenchuk e Poltava, bombardata una raffineria
Due città nella regione centrorientale di Poltava sono state colpite da missili la notte scorsa e questa mattina. Il governatore della regione, Dmitry Lunin, ha comunicato che «diversi missili» sono caduti su «infrastrutture e abitazioni» nel capoluogo Poltava, 280 mila abitanti, e a Kremenchuk, 210 mila. Uno degli attacchi era mirato alla raffineria di petrolio di Kremenchuk, ha precisato il ministero della Difesa di Mosca, la cui parte dedicata al deposito di carburanti destinati alle forze armate è stata distrutta. «Questa mattina gli impianti di stoccaggio di benzina e gasolio della raffineria di petrolio Kremenchuk, che rifornisce le truppe ucraine nelle zone centrali e orientali del paese, sono stati distrutti con armi di alta precisione a lungo raggio sparate da aerei e navi», comunica il portavoce del ministero.

Ore 11.10 — Rapito un altro sindaco vicino a Kherson
I russi hanno catturato Nikolai Rizak, sindaco di Tavriya, cittadina di 18 mila abitanti nella regione di Kherson. Lo ha riferito il consiglio comunale di Tavriya. «Il sindaco di Tavriya è stato fatto prigioniero dai russi. Da ieri sera non ci sono informazioni su dove si trovi».

Ore 11 — Il Viminale: finora 80.622 profughi sono giunti in Italia
Sono 80.622 i profughi ucraini giunti finora in Italia: 41.614 donne, 8.111 uomini e 30.897 minori. A renderlo noto è il Viminale spiegando che – rispetto a ieri – l’incremento è di 1.575 ingressi nel territorio nazionale. Le destinazioni principali restano Milano, Roma, Napoli e Bologna.

Ore 10.50 — Distrutte le piste aeree di Poltava e Dnipro
Le forze armate russe hanno distrutto le piste d’atterraggio a Poltava e Dnipro in Ucraina con attacchi di precisione. Lo ha annunciato il portavoce del ministero della difesa russo Igor Konashenkov. «Le piste d’atterraggio militari a Poltava e Dnipro sono state disattivate da attacchi missilistici di alta precisione aria-terra».

Ore 10.40 — Gentiloni: l’Ucraina si è guadagnata la Ue
« L’Ucraina coi valori che ha difeso e col sacrificio che ha sofferto in queste settimane si è guadagnata a pieno titolo la partecipazione alla famiglia europea. Il percorso manterrà le sue tappe ma dal punto di vista delle intenzioni dei paesi membri e dello spirito che anima la commissione , l’Ucraina è parte della famiglia». Così ha detto stamattina il commissario Europeo all’Economia Paolo Gentiloni. «La Commissione è chiamata a esprimere un’opinione dopo la decisione del Consiglio europeo, e lo farà rapidamente».

Ore 10.35 — La Croce Rossa di nuovo verso Mariupol per tentare di evacuare i civili
La Croce Rossa ritenta l’evacuazione di civili da Mariupol, dove dovrebbero essere intrappolate 160 mila persone (secondo le stime). «La nostra squadra si muove questa mattina da Zaporizhzhia verso Mariupol. Al momento non sono in grado di dare ulteriori informazioni», ha detto un portavoce, citato dalla Bbc. Ieri la Croce rossa aveva fatto sapere di avere dovuto abbandonare i piani per inviare in città 54 bus e molte auto perché non erano arrivate le garanzie di sicurezza per il convoglio e si era dunque ritirata nella città di Zaporizhzhia.


Ore 10.15 — Il Papa: una visita a Kiev è sul tavolo


(Gian Guido Vecchi) Santità, sta prendendo in considerazione l’invito ad andare a Kiev? «Sì, è sul tavolo». Papa Francesco, nel volo che stamattina lo ha portato a Malta, ha risposto così a un giornalista che gli chiedeva dell’invito che gli aveva rivolto il presidente ucraino Zelensky il 22 marzo.

Ore 9.45 — Biden e i carri armati all’Ucraina
Passo dopo passo Washington ha deciso: fornirà carri armati a Kiev. Una mossa che era attesa. La conferma è arrivata nella notte con un’indiscrezione del New York Times: è probabile che i mezzi saranno acquistati nei paesi dell’Est, modelli simili a quelli già usati dagli ucraini e quindi più facilmente impiegabili. La Nato è favorevole a consegnare armi adeguate a Zelensky (qui le posizioni dei vari Paesi) che possa consolidare le sue posizioni e ambire ad una vera controffensiva. La riconquista di alcune aree soprattutto fra Kiev e Chernihiv, ma anche nel sud, a Kherson, hanno portato alcuni osservatori a domandarsi se, effettivamente, gli uomini di Zelensky, che hanno tenuto testa agli invasori per oltre un mese, possono muovere in avanti. Perché la decisione Usa sia una svolta nel conflitto lo spiegano in questo punto militare Andrea Marinelli e Guido Olimpio.


Ore 9.35 — «Le truppe russe si ritirano da nord»


La situazione militare nell’est dell’Ucraina è rimasta estremamente difficile e la Russia si sta preparando per nuovi attacchi nella regione del Donbass e nella città di Kharkiv. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Le truppe russe nel nord del Paese si stanno ritirando, lentamente ma in modo evidente», ha spiegato in un video messaggio. Più tardi il ministero della Difesa ucraina ha confermato che le truppe russe «continuano il loro parziale ritiro» dal Nord della regione di Kiev verso il confine bielorusso.

Ore 9.25 — Bbc pubblica un video choc: il massacro dei civili verso Kiev

Dopo che le forze ucraine hanno ripreso il controllo dell’autostrada E-40 vicino alla capitale Kiev, la Bbc ha girato un video che testimonia del massacro di civili avvenuto quasi un mese fa su civili in fuga verso Kiev. Vi si contano 13 corpi senza vita in appena 200 metri; di questi solo due sono stati identificati: si tratta della coppia che figurava nelle immagini choc, riprese da un drone il mese scorso, in cui si vedeva un uomo colpito mentre era con le mani alzate fuori dalla sua auto, e una donna a bordo del veicolo. Ora, quasi un mese dopo, sono ancora lì, nell’auto ormai arrugginita e crivellata di colpi, mentre i corpi sono irriconoscibili dopo il tentativo delle forze armate russe di incenerirli per nascondere le prove di un crimine di guerra. La coppia, Maksim Iowenko e sua moglie Ksjena, era in un convoglio di 10 veicoli civili che stava cercando di raggiungere Kiev. Il video del drone mostrava un carro armato russo che bloccava il convoglio e, mentre le altre auto riuscivano a tornare indietro, la loro fu colpita, e la coppia uccisa a sangue freddo. Il loro bambino e una donna anziana furono invece lasciati fuggire. Come spiega la Bbc, sono entrambi in salvo. Il video della Bbc testimonia anche della presenza di altre auto bruciate e corpi di vittime, in tutto 13; secondo il reporter, i soldati hanno cercato di bruciarli senza però riuscire a distruggerli completamente.

Ore 8.55 — Il Papa incontra famiglie di rifugiati ucraini

Il Papa, ora in partenza per Malta, ha incontrato tre famiglie di rifugiati provenienti dall’Ucraina ospitate dalla Comunità di Sant’Egidio, accompagnate dall’Elemosiniere.

Ore 8.35 — Sale il bilancio dei bambini morti in guerra: 158

Sale a 412 fra uccisi e feriti il numero stimato di bambini vittime della guerra in Ucraina. Lo rende noto l’ufficio del procuratore generale in Ucraina specificando che dall’inizio del conflitto si contano 158 bambini rimasti uccisi e 254 feriti.

Ore 8.25 — Zelensky: «Non accetteremo se non la vittoria»

«Una vittoria della verità significa una vittoria per l’Ucraina e gli ucraini. La domanda è quando finirà. Questa è una domanda profonda. È una domanda dolorosa. Oltre alla vittoria, il popolo ucraino non accetterà nessun risultato». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista a Fox News. Alla domanda su che cosa «disposto ad accettare» al fine di garantire un accordo di pace, il presidente ucraino ha risposto: «Non scambiamo il nostro territorio. La questione dell’integrità territoriale e della sovranità è fuori discussione».

Ore 8.10 – La Cina suggerisce una mossa per porre fine alla guerra

«Un diplomatico cinese suggerisce alcune mosse per porre fine alla guerra», titola il suo take l’agenzia Associated Press, base negli Stati Uniti, reporter in tutto il mondo: e vale la pena di prestare attenzione, perché finora la Cina si è mossa sempre con estrema cautela, in questa guerra.

Il diplomatico cinese in questione è Wang Lutong, direttore generale del Dipartimento affari europei del ministero degli Esteri cinese: un funzionario di alto grado, dunque.

Le sue parole sono state pronunciate a Pechino, e rivolte ai reporter: non indiscrezioni o retroscena. E sono queste.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, dovrebbe chiamare il presidente russo, Vladimir Putin, e promettere che non ci sarà alcun allargamento ulteriore della Nato, che l’Ucraina rimarrà neutrale e non ospiterà armi strategiche. «A quel punto, forse, la questione sarà risolta».

E ancora: «Qual è l’obiettivo degli americani? Cercano il cessate il fuoco in Ucraina o vogliono indebolire la Russia? Alcuni parlano di imporre un cambio di regime a Mosca», ha detto, in un chiaro riferimento alle parole di Biden («Per l’amor del cielo, Putin non può rimanere al potere»).

«Se cercano il cessate il fuoco, penso che la questione possa essere risolta molto facilmente», ha detto. E l’Occidente ha preso nota.

Ore 8.00 — L’intervista, drammatica, al sindaco di Mariupol
(Greta Privitera) Ogni parola è seguita da una piccola eco, segno che Vadym Boichenko, 44 anni, sindaco di Mariupol , è nascosto in un luogo sotterraneo. (…) Dal suo bunker segue l’ evacuazione degli ultimi 130 mila abitanti rimasti intrappolati nella città simbolo della devastazione russa.

Quante persone sono morte a Mariupol?
«Le statistiche ufficiali al 21 marzo dicono 5 mila, ma sono molte di più».

Abbiamo letto che alcuni cittadini di Mariupol sono stati deportati in Russia. Come?
«Succede così: di notte i militari vanno nei rifugi e dicono che c’è un’evacuazione. Le persone, stremate, ci credono, salgono sugli autobus e vengono portate nelle zone sotto il loro controllo e in alcuni casi in Russia».

E poi?
«Prendono le impronte digitali e sequestrano i documenti. Separano le famiglie, portano via i bambini. Sono criminali».

Che cosa è rimasto di Mariupol?
«Quasi niente. Il 90 per cento della città è distrutto, e il 40 non potrà più essere ricostruito».

Per quanto tempo riuscirete a resistere?
«Resisteremo fino all’ultima goccia di sangue».

(L’intervista integrale è qui)

Ore 7.50 – L’intelligence britannica e la situazione sul campo

Le forze ucraine «continuano ad avanzare e a riguadagnare terreno contro le forze russe, in ritirata, nelle zone intorno a Kiev». A scriverlo — nel suo tradizionale, e atteso, report quotidiano dell’intelligence militare — è il ministero della Difesa britannico. Secondo l’intelligence di Londra, le forze di Mosca si sarebbero ritirate anche dall’aeroporto di Hostomel, vicino alla capitale, uno dei primissimi obiettivi colpiti dai russi all’inizio dell’invasione. (Secondo diversi report, da qui sarebbe dovuta partire la missione per raggiungere e uccidere il presidente ucraino, Zelensky).

Nell’Est del Paese — dove si concentreranno, secondo quanto comunicato da Mosca, le operazioni dell’esercito russo — le forze ucraine hanno messo in sicurezza una strada fondamentale a Kharkiv, dopo feroci combattimenti.

Ore 7.43 — «Se ci colpiscono, sono tre Hiroshima»

Il capo progettista della fabbrica ucraina dove l’Urss assemblava i missili nucleari: «Qui ci sono tonnellate di esplosivo, un ordigno è caduto a 800 metri da qui avrebbe avrebbe causato un disastro. L’esplosione avrebbe la potenza equivalente di… tre bombe di Hiroshima messe assieme». Qui il reportage di Andrea Nicastro.

Ore 7.30 – «I russi minano case e cadaveri, mentre si ritirano»

Il presidente ucraino Volodymir Zelensky, in un messaggio alla popolazione, ha spiegato che il ritiro delle forze russe da alcune parti del territorio ucraino è «visibile» — ma le forze di Mosca stanno creando un «completo disastro» nei dintorni di Kiev, seminando mine su tutto il territorio — comprese le case e i cadaveri». «Minano le abitazioni, minano l’equipaggiamento abbandonato, minano i cadaveri delle persone che hanno ucciso. CI sono molte trappole, molti pericoli».

Ore 7.15 – Gli Stati Uniti al lavoro per mandare carri armati all’Ucraina

Gli Stati Uniti lavoreranno con gli alleati per trasferire dei carri armati di fabbricazione russa in Ucraina per rafforzare la difesa della regione del Donbass. La notizia è riportata dal New York Times, che cita un funzionario del ministero della Difesa. Le operazioni di trasferimento dei carri armati inizieranno presto; non è chiaro quanti carri armati potrebbero essere mandati in Ucraina. La Casa Bianca non ha confermato né commentato ufficialmente la notizia che segnerebbe una svolta nel conflitto: mai, finora, gli Usa hanno acconsentito a mandare carri armati all’Ucraina.

La richiesta di armi è stata più volte reiterata, nei giorni scorsi, dal presidente ucraino Zelensky. L’amministrazione Usa — come ha scritto Giuseppe Sarcina — anche a fronte di richieste di tank, blindati, artiglieria pesante, droni e jet , aveva finora però fornito soprattutto migliaia di missili anti-aerei Stinger, missili anti-carro, sistemi per la difesa aerea.

Nella telefonata intercorsa tra i due presidenti due giorni fa, Biden si era impegnato «a identificare con gli alleati ulteriori possibilità per aiutare l’esercito ucraino a difendere il proprio Paese»: una frase che sembrava indicare la disponibilità americana a consegnare a Kiev «ordigni più letali», evitando, però, di mettere a disposizioni «mezzi offensivi».

Ma Biden sa che si sta muovendo su un sentiero molto stretto, perché non vuole offrire a Putin il pretesto per ricorrere alle armi chimiche o, peggio, allargare il conflitto.

Ore 7. 10 – Com’è andato ieri il vertice tra Ue e Cina?


(Luca Angelini) Nessuno, al momento, riesce a far tacere le armi: ma gli sforzi diplomatici continuano. Nel video-summit di ieri tra i vertici dell’Ue e il presidente cinese Xi Jinping i primi hanno chiesto alla Cina, parole del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, «di contribuire alla fine della guerra e di non chiudere gli occhi davanti alle azioni della Russia che violano le leggi internazionali». La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha anche ricordato che «ogni giorno gli scambi tra Ue e Cina ammontano a 2 miliardi di euro. Quelli tra Cina e Russia a 330 milioni».

Ma, scrive Guido Santevecchi, «una fonte europea presente al colloquio riferisce che Xi “non ha condannato, ma neanche ha difeso” l’azione di Putin e ha evitato di rispondere quando Michel gli ha chiesto direttamente se appoggiasse l’invasione».

Non solo: parlando sabato, al termine del summit, Wang Lutong — un alto funzionario del ministero degli Esteri cinese — ha escluso che la Cina voglia deliberatamente aggirare le sanzioni occidentali alla Russia.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, è andato a Delhi per proporre all’India acquisti di petrolio russo a prezzo scontato, da pagare, volendo, anche in rupie. La presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola, è invece andata a Kiev, dove ha incontrato anche Zelensky. Oltre agli aiuti più immediati, Metsola ha promesso che «l’Ue riconosce le ambizioni europee dell’Ucraina e le sue aspirazioni ad essere un Paese candidato all’adesione: potete contare su di me, potete contare sul Parlamento Ue nel sostenere il percorso». Il presidente del Parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk, ha definito Metsola «una vera amica dell’Ucraina».

Ore 7.00 — I due bombardamenti da tenere d’occhio

(Luca Angelini) Sono due i bombardamenti delle ultime ore che fanno capire quanto alto sia il rischio che la guerra in Ucraina possa assumere proporzioni ancora più spaventose delle attuali.

Il primo è stato quello sul deposito petrolifero di Belgorod, in territorio russo. Mosca accusa dell’attacco Kiev e Kiev nega (qui l’approfondimento degli inviati Lorenzo Cremonesi e Andrea Nicastro).

L’altro è quello di un paio di giorni fa a Pavlograd, con una bomba caduta a 800 metri dalla «Fabbrica chimica», in realtà specializzata in missili, ora in smantellamento come racconta ad Andrea Nicastro chi la dirige, Leonid Shyman: «Se vogliono distruggere tutto nel raggio di 150 chilometri e uccidere tre milioni di persone, non hanno che da bombardare. L’esplosione avrebbe la potenza equivalente di… — lo scienziato prende la calcolatrice — tre bombe di Hiroshima messe assieme. Il combustibile solido dei missili è un esplosivo. E qui ce ne sono svariate milioni di tonnellate. Se venisse colpito da una bomba addio a tutti».

Ore 6.49 – Raid nella notte nelle regioni di Poltava e Lugansk
Nuovi bombardamenti da parte delle forze armate russe sono avvenuti nella notte nella regioni di Poltava e di Lugansk. Nel primo caso, come riferisce il sindaco di Poltava, Alexander Mamay, sono state colpite da missili infrastrutture e zone residenziali sia a Kremenchuck sia nella stessa Poltava. Nella zona di Lugansk i bombardamenti hanno interessato cinque edifici di Lysychansk e due a Toshkivka, come ha riferito l’Amministrazione statale regionale. I soccorsi sono sul posto. In entrambi i casi al momento non si sa se ci sono vittime o feriti.

Ore 6.10 – Colonna di bus di sfollati da Mariupol arrivata a Zaporizhzhia
Una colonna di autobus che trasportavano sfollati, tra loro alcuni degli abitanti della città portuale assediata di Mariupol, nel sud-est dell’Ucraina, è arrivata a Zaporizhzhia, città controllata dall’esercito di Kiev. A bordo c’erano anche i residenti di Mariupol che erano riusciti a raggiungere la città di Berdiansk, occupata dalle forze russe, dove erano stati prelevati dal convoglio, secondo testimonianze raccolte dall’Afp. Tra loro c’è chi ha camminato per 15 chilometri per lasciare la città prima di trovare altri mezzi per un viaggio durato dodici ore, invece delle tre che bastavano prima della guerra.

Ore 5.32 –
Finiscono in Estonia i profughi ucraini portati in Russia

È l’Estonia la meta dei cittadini ucraini che hanno lasciato le proprie città a causa della guerra e sono stati portati in Russia. Lo ha riferito all’emittente estone Err – come riporta Ukrinform – il rappresentante della compagnia di autobus LuxExpress, Wright Remmel. «Il numero dei rifugiati ucraini – ha spiegato – è aumentato. Sono venuti in Russia soprattutto da Mariupol e ora stanno andando in Estonia via San Pietroburgo. A volte non hanno documenti originali, solo copie scansionate dei passaporti. Quindi contattiamo in anticipo la polizia estone e il dipartimento della guardia di frontiera per scoprire se saranno in grado di attraversare il confine». Secondo il dipartimento di polizia e guardia di frontiera sono oltre 25.000 i rifugiati ucraini che sono arrivati in Estonia dall’inizio del conflitto.

Ore 4.45 – Cnn: immagini satellitari confermano il ritiro dei russi dall’aeroporto Antonov di Hostomel
La Cnn, dopo aver visionato le immagini satellitari scattate giovedì da Maxar Technologies, ha confermato che le truppe russe si sono ritirate dall’aeroporto che si trova a meno di 30 chilometri da Kiev e che era stato conquistato nel primo giorno di guerra.

Ore 4.30
– Pechino: non eludiamo deliberatamente le sanzioni alla Russia
«La Cina non elude deliberatamente le sanzioni contro la Russia ma ha scambi commerciali regolari con Mosca che contribuiscono all’economia globale». Lo ha dichiarato il direttore del dipartimento per gli Affari europei del ministero degli Esteri cinese, Wang Lutong, in un punto stampa all’indomani del vertice Ue-Cina. «C’è stato uno scambio sul fatto se le sanzioni abbiano contribuito alla descalation, alla cessazione delle ostilità o promosso i negoziati per la pace», ha aggiunto.

Ore 3.21 – Usa al lavoro con gli alleati dell’Europa dell’est per fornire all’Ucraina tank di fabbricazione sovietica
Gli Stati Uniti lavoreranno con gli alleati dell’est europeo per trasferire i carri armati di fabbricazione sovietica in Ucraina per rafforzare le difese nella regione del Donbas. Lo riferisce il New York Times, citando un funzionario statunitense.

Ore 3.12 – Nella notte allarme antiaereo suona a Kiev, Odessa e in altre città
Tornano a suonare le sirene per attacchi aerei in Ucraina. L’allarme è scattato intorno alle 3.40 locali (le 2.40 in Italia) in numerose località, tra cui la capitale Kiev e importanti città come Odessa, Leopoli, Dnipropetrosk. Sirene in funzione anche a Kharkiv, Sumy, Rivne, Ternopil, Zhytomyr, Mykolaiv, Cherkasy, Ivano-Frankivsk, Zaporizhia, Chernivtsi, Volyn e Vinnytsia.


Ore 3.06 – Bulgaria, espulso diplomatico russo accusato di spionaggio
La Bulgaria ha espulsoil primo segretario dell’ambasciata russa a Sofia, Filip Voskresensky. Secondo le autorità di Sofia il diplomatico, godendo dell’immunità diplomatica, avrebbe svolto attività di spionaggio in Bulgaria incompatibile con la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Voskresensky ha 72 ore per lasciare il territorio della Bulgaria. Negli ultimi due anni otto diplomatici russi sono stati espulsi dalla Bulgaria per attività di spionaggio, gli ultimi due il 2 marzo scorso.

Ore 2.56 – Zelensky: almeno 5 mila morti a Mariupol
Almeno 5.000 persone sono state uccise a Mariupol, città assediata dalle forze armate russe. Lo ha detto in un videomessaggio il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, citando le autorità locali come riporta il Guardian. Sono in corso trattative per la rimozione dei corpi dalle strade. Si stima – ha aggiunto – che «circa 170.000 persone stiano ancora lì ad affrontare la carenza di cibo, acqua e elettricità: la Croce Rossa ha affermato che una squadra diretta in città per un’evacuazione ha dovuto tornare indietro venerdì in quanto le condizioni hanno reso impossibile procedere, un altro tentativo verrà effettuato sabato».

Ore 2.36 – Usa, stanziati altri 300 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina

Il Pentagono ha notificato nel pomeriggio al Congresso lo stanziamento di altri 300 milioni di dollari in aiuti militari destinati all’Ucraina, per potenziare la difesa contro la Russia. Lo ha annunciato il portavoce della Difesa, John Kirby. Nel pacchetto sono inclusi, tra gli altri, sistemi missilistici a guida laser, sistemi di contraerea, blindati, visori notturni e a sistema termico. Con questo nuovo stanziamento, gli Stati Uniti hanno destinato all’Ucraina più di 2,3 miliardi di dollari in assistenza militare. «Gli Usa – ha spiegato Kirby – continueranno a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per aiutare le forze armate ucraine a contrastare l’aggressione russa».

Ore 2.25 – Zelensky: l’Europa non può restare in silenzio di fronte al dramma di Mariupol
«L’Europa non ha il diritto di reagire in silenzio a ciò che sta accadendo nella nostra Mariupol. Il mondo intero deve reagire a questa catastrofe umanitaria». È la denuncia del presidente ucraina, Volodymyr Zelensky, in un video pubblicato dalla presidenza. Si stima che circa 160 mila cittadini siano sotto assedio a Mariupol da un più di un mese, senza i servizi di base. La città portuale sul Mare d’Azov è diventata l’obiettivo principale delle truppe russe in Ucraina per la sua posizione strategica tra la penisola di Crimea penisola e il Donbas. (Qui il reportage da Mariupol dell’inviato Andrea Nicastro)


Ore 1.56 – Zelensky: la Russia cerca di reclutare soldati in Crimea
«Voglio soffermarmi sul fatto che la Russia sta cercando di reclutare nell’esercito persone della Crimea. Si tratta di una violazione del diritto umanitario internazionale e di un crimine di guerra di cui ci sarà la responsabilità. E’ anche un argomento per aumentare le sanzioni contro la Russia». Lo ha detto Volodymyr Zelensky in un videomessaggio. «Ecco perché voglio dire alla gente della Crimea: sabotate questa operazione. In qualsiasi fase. E se non funzionerà, non eseguite gli ordini criminali. Arrendetevi alle forze armate ucraine alla prima occasione. Capiremo tutto. Voi vivrete», ha spiegato.

Ore 1.45 – Kiev: abbiamo liberato dai russi alcuni villaggi intorno a Chernihiv
Le forze armate ucraine nelle ultime ore hanno «liberato» alcuni villaggi intorno a Chernihiv, nel nord dell’Ucraina, a poca distanza dal confine con la Bielorussia. Tra questi il villaggio di Shestovytsia. Secondo quanto riferito dalle autorità militari di Kiev le truppe russe sono arretrate a seguito dell’offensiva ucraina e almeno 50 mezzi, soprattutto veicoli corazzati, sono stati distrutti. (Qui il punto di Andrea Marinelli e Guido Olimpio sulla situazione militare in Ucraina).

Ore 1.17 – Stati Uniti sanzionano altre 120 entità russe o bielorusse
Il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha inserito nella lista dei sanzionati altre 120 entità ( 96 russe russe e 24 bielorusse) per la guerra in Ucraina. Si tratta in particolare di acquirenti di armi.

Ore 1.04 – Zelensky: Putin guardi la tv non russa per capire che cosa sta succedendo
«Gli auguro di guardare la televisione non russa per vedere cosa sta succedendo nel mondo». Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un intervento su Fox News, riferendosi al presidente russo, Vladimir Putin.

Ore 1.02 – Zelensky: vorremmo la Cina dalla nostra parte
«Vorremmo che la Cina stesse dalla nostra parte». Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un intervento su Fox News. Zelensky ha confermato che le sanzioni occidentali «stanno funzionando» e ha chiesto che vengano inasprite ulteriormente.

Ore 0.59 – Usa annullano test di un missile intercontinentale per ridurre tensioni con Mosca
L’esercito degli Stati Uniti ha annullato il test di un missile intercontinentale nel tentativo di ridurre le tensioni con la Russia. È quanto riporta la Reuters citata da altri media internazionali. Dopo che la Russia ha messo in allerta le sue forze nucleari a febbraio, il Pentagono aveva annunciato che avrebbe ritardato il test del missile LGM-30G Minuteman III, affermando che entrambi i Paesi dovrebbero «tenere presente il rischio di errori di calcolo e adottare misure per ridurre i rischi in questione». Funzionari statunitensi hanno confermato a Reuters che il test è stato annullato completamente.

Ore 0.51 – Zelensky: Mosca prepara nuovi raid nel Donbass e a Kharkiv
«La situazione nell’Est del Paese resta molto difficile e la Russia si sta preparando a bombardare di nuovo il Donbass e Kharkiv». Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un intervento su Fox News. Il presidente ucraino ha rinnovato la sua richiesta di «avere aerei per fronteggiare le potenza militare russa».

Ore 0.41 – Usa: non spingeremo Kiev a fare concessioni alla Russia
«Siamo impegnati a mettere l’Ucraina nella posizione negoziale più forte possibile continuando a fornire assistenza alla sicurezza per aiutarla a difendersi e aumentando la pressione su Putin con l’imposizione di gravi costi alla Russia. Non spingeremo l’Ucraina a fare concessioni e abbiamo costantemente affermato che gli Stati sovrani hanno il diritto di scegliere le proprie alleanze e decidere la propria sicurezza». È quanto si legge in una dichiarazione del dipartimento di Stato americano che arriva dopo che il Times aveva riferito che un’importante fonte del governo del Regno Unito ha affermato che la Gran Bretagna era preoccupata per il fatto che Stati Uniti, Francia e Germania avessero «troppa ansia» e spingeranno l’Ucraina a «adeguarsi» per un accordo di pace.

Ore 0.24 – Generale dei servizi segreti ucraini fermato mentre cercava di scappare in Ungheria
L’alto ufficiale – ha riferito l’ufficio investigativo nazionale – è stato fermato a un valico di frontiera con l’Ungheria dopo aver mostrato ai funzionari documenti falsi che lo definivano non adatto al servizio militare. L’ufficiale, che aveva definito il suo quadro come quello di soldato semplice, è stato arrestato. La notizia giunge dopo l’annuncio del presidente Volodymyr Zelensky di aver allontanato dal servizio due generali di brigata della SBU
. «Non ho tempo per trattare con i traditori», ha detto Zelensky, elogiando gli sforzi di altro personale della SBU durante la guerra.


Ore 0.01 – Kiev accusa i russi: mine nella città di Bucha prima di ritirarsi

Le forze armate ucraine hanno accusato i militari russi di aver minato edifici e infrastrutture civili, nonché altri spazi nella città di Bucha, nella regione di Kiev, prima di essere espulsi dalle truppe ucraine. «Quando hanno lasciato la città di Bucha, le forze di occupazione russe hanno minato edifici civili, infrastrutture e altre aree», hanno denunciato le Forze armate, sottolineando che le truppe russe si sono ritirate per intensificare gli attacchi in altre regioni, come quella di Donetsk.

2 aprile 2022 (modifica il 3 aprile 2022 | 02:56)

[ad_2]

Source link