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Orban: “Ho vinto contro tutti, prima l’Ungheria!” –

 “Questa nostra quarta vittoria consecutiva è la più importante, perché abbiamo conquistato il potere contro un’opposizione che si era alleata. Si sono alleati tutti e noi abbiamo vinto lo stesso”. Lo ha detto il premier ungherese, Viktor Orban, annunciando la vittoria alle elezioni. “Abbiamo vinto anche a livello internazionale. Contro il globalismo. Contro Soros. Contro i media mainstream europei. E anche contro il presidente ucraino”, ha aggiunto. “Fidesz rappresenta una forza conservatrice patriottica e cristiana. È il futuro dell’Europa. Prima l’Ungheria!”, ha esclamato in conclusione, riprendendo le famose parole usate da Donald Trump che disse “America first!”. Il discorso di Orban è stato accolto da un grande applauso dei suoi fedelissimi. 

 

Anche la guerra Ucraina è diventato tema elettorale – 

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, aveva fatto un endorsement all’opposizione quando, alla vigilia delle elezioni in Ungheria, aveva definito Orban cone “l’unico in Europa a sostenere apertamente Putin”. “Non ho paura a chiamare la guerra con il suo nome – aveva attaccato il capo di Stato ucraino – questa si chiama onestà, cosa che manca a Viktor Orban, forse l’ha persa da qualche parte nei suoi rapporti con Mosca”. Eppure l’invettiva di Zelensky, che si sommava a quella sferrata durante il vertice europeo, potrebbe essersi rivelata controproducente. Tra gli elettori ha serpeggiato la paura, instillata dalla propaganda filo governativa, che l’opposizione volesse trascinare l’Ungheria in guerra, autorizzando il passaggio di armi dirette all’Ucraina.

 

Sul voto si allunga anche l’ombra dei brogli –

L’ong Hungarian Civil Liberties Union ha segnalato irregolarità nel voto. A Hortobagy, cittadina dell’Ungheria orientale, il governo  locale, secondo gli attivisti, avrebbe organizzato e pubblicizzato autobus per portare la gente a votare. “La commissione elettorale locale ha affermato che questo è illegale, ma i nostri attivisti – sostiene l’ong – hanno individuato un bus che li trasportava”. Accuse che si aggiungono ai sospetti denunciati nei giorni scorsi da diversi giornalisti che hanno rinvenuto delle schede elettorali bruciate in Romania, in una regione abitata dalla minoranza ungherese. Non è un caso che l’Osce abbia mandato – per la prima volta in un paese dell’Ue – 200 osservatori per monitorare il corretto svolgimento del voto. Che si preannuncia più controverso che mai. 

 

Vincitore alle elezioni, sconfitto al referendum sulla legge contro la promozione dell’omosessualità –

Il premier ungherese Viktor Orban, che ha vinto domenica il suo quarto mandato consecutivo, è uscito sconfitto però dal referendum sulla legge che vieta la “promozione dell’omosessualità” ai minori. Il referendum, tenuto in concomitanza con le elezioni e voluto dallo stesso Orban, è risultato nullo per mancanza di quorum, come era negli auspici delle associazioni per i diritti umani che avevano fatto campagna in questo senso. La legge, approvata a giugno 2021, vieta di mostrare ai minori qualsiasi contenuto che ritragga o promuova l’omosessualità o il cambio di sesso. Ed è valsa all’Ungheria l’avvio di una procedura d’infrazione Ue.    



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Di admin