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Oltre 1.600 nomi racchiusi in un elenco ricco di informazioni e concentrato in 87 pagine. La Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino ha pubblicato sul proprio sito la lista dei soldati russi ritenuti che sarebbero coinvolti nel massacro di Bucha. A guidare i “macellai siberiani” ci sarebbe stato il tenente colonnello Omurbekov Azatbek Asanbekovich, del quale – come per tutti i suoi uomini – sono stati resi noti indirizzo, numero di telefono e altre informazioni personali.

L’elenco dei “macellai siberiani”

Le autorità ucraine non usano giri di parole: “Tutti i criminali di guerra saranno assicurati alla giustizia per i crimini commessi contro la popolazione civile ucraina“. Nell’elenco del “personale di 64 brigate di fanteria motorizzate separate della 35esima armata“, i soldati sono identificati con grado militare, nome e cognome, data di nascita ed estremi del passaporto. Per alcuni di loro, al posto del grado militare è scritto semplicemente “privato“. Presente anche qualche nome proveniente da diversi distretti Cecenia.

Ebbene, secondo l’intelligence di Kiev sarebbero loro i “macellai” di Bucha, gli autori della strage che sta facendo discutere la comunità internazionale. Il gruppo, o almeno una parte, è immortalato in una foto ricordo. Si notano facce giovanissime – forse i ragazzi non superano i trent’anni – dai tratti asiatici e con gli occhi a mandorla. A pubblicare i dati di questi soldati sono stati i volontari di InformNapalm, secondo i quali ci sarebbero proprio i citati giovanissimi siberiani dietro agli orrori verificatesi nella piccola cittadina non distante da Kiev.

I riflettori sono tuttavia puntati sull’unità 51460, 64esima brigata di fucilieri motorizzati, comandata da Asanbekovich. In base alle geolocalizzazioni relative alla zona, sappiamo che il tenente ha smobilitato lo scorso 31 marzo. Probabilmente lasciando dietro di sé, non solo una scia di sangue, ma, più nello specifico, anche i corpi di civili uccisi riversati per strada o gettati in fosse comuni e ucraini giustiziati con un colpo sparato in testa e mani legate. Le accuse provengono da Kiev e nessuno, al momento, ha potuto verificarle in maniera indipendente. Certo è che il numero di Asanbekovich, lo stesso pubblicato e diffuso su Telegram, ha smesso di rispondere.

I responsabili dell’orrore di Bucha

L’elenco contiene nomi su nomi di soldati identificati per generalità e pure per grado militare. Molti di loro sono stati bollati come “soldati semplici“. Tra i cognomi dei presunti macellai di Bucha ne spiccano diversi particolarmente diffusi in Cecenia. Gli attivisiti di InformNapalm non hanno dubbi: sono loro i militari che hanno commesso “scioccanti crimini di guerra nelle città di Bucha, Gostomel e Irpen, nella regione di Kiev“.

Eppure, a Bucha e dintorni, potrebbero aver agito altri gruppi di “macellai”. Il canale televisivo delle forze armate russe, Zvezda, ha trasmesso l’intervista a un ufficiale che, a volto coperto, ha raccontato delle zachistka – operazioni di pulizia o anche rastrellamenti porta a porta – effettuate proprio nella periferia di Kiev. L’uomo ha sostenuto di essere il maggiore Aleksiej Szabulin, un ufficiale della fanteria di marina.

In Ucraina sostengono invece che quel nome sia falso, e che quell’uomo sia il maggiore Aleksei Bakumenko, appartenente alle truppe da sbarco nonché veterano della guerra di Siria. Se così fosse, significa che nell’area di Bucha ha agito, dunque, anche la fanteria di marina. E non è finita qui, perché pare che la zona sia stata battuta anche dal battaglione Sud della Rosgvardia cecena di Hussein Mezhidov e da Anzor Bisaev.



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